Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Doppiaggio – Un anno senza Laura Latini

Ieri, un anno fa, ci lasciava, l’attrice doppiatrice Laura Latini. Figlia del grande doppiatore Franco Latini e sorella dei doppiatori Ilaria Latini e Fabrizio Vidale, aveva solo 42 anni e nel corso della sua carriera aveva prestato voce ad attrici del calibro di Regina Hall nella saga di Scary Movie, Jennifer Love-Hewitt in Sister Act 2, Piper Pearabo ne Le ragazze del Coyote Ugly, Mia Maestro nella serie tv Alias e, fino a pochi giorni dalla scomparsa, Chyler Leigh, nella parte di Lexie Grey, nel cult Grey’s Anatomy. Il suo lavoro più conosciuto e amato dagli appassionati di telefilm è il doppiaggio di Catherine Mullally-Karen Walker in Will & Grace, personaggio per il quale inventò una caratterizzazione memorabile.

Questi e altri ruoli sono un esempio di quello che era la Latini; un talento multiforme, capace di passare da ruoli di prima attrice a personaggi comici e dei cartoni animati, dando a ciascuno una grande credibilità. La Latini faceva parte di quella schiera di attori che ha saputo portare avanti l’alto profilo artistico che ha reso il doppiaggio italiano una delle eccellenze del nostro paese. Ella faceva parte di quei figli di professionisti che, come disse a chi vi scrive Michele Kalamera in un’intervista, avevano visto i padri all’opera nelle sale decidendo di seguirne le orme e diventando dei validi attori; quella stessa schiera di cui fanno parte gli Izzo, gli Ward, i Lionello, i De Angelis, Niseem Onorato, Stella Musy, Marco Bolognesi (altro talento prematuramente scomparso) e tanti altri.

La mancanza di professionisti come la Latini, Amandola e De Girolamo, così come di Fattoretto e Accolla che ci hanno lasciati da poco, si avverte molto in un periodo non roseo per il doppiaggio italiano, peggiorato dalla crisi generale di questo paese e dalla commercializzazione di questo lavoro con la pratica dei talent, che non sempre vede prestati a questo lavoro dei bravi attori. E che rischia di mettere sempre più in ombra una delle eccellenze del nostro paese e chi, come queste persone, ha dato tanto al mondo delle voci.

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