Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Archivi Mensili: ottobre 2013

Buon Halloween con Allied Dunbar

Buon Halloween con questo spot dell’Allied Dunbar, compagnia di assicurazioni inglese che vent’anni fa realizzò una serie di pubblicità accompagnate dalla splendida Let’s face the music and dance di Irving Berlin nella versione di Nat King Cole.

In questo spot un uomo decide di cambiare stile di vita dopo aver ricevuto un’ammonizione di tipo calcistico dal Tristo Mietitore (la Morte personificata).

Giulia Arena, la messinese che ha trionfato a Miss Italia

Finalmente della mia città se ne parlerà, nei prossimi giorni, per qualcosa di positivo, di lieto, e non per delle brutture come al solito.

Auguro a Giulia di poter continuare ad essere un orgoglio per questa città e di essere lei la prossima Miss a tirare fuori talento e personalità, come prima di lei Francesca Chillemi e Miriam Leone.

21-26 ottobre 2013. Un’altra settimana tragica per il mondo dello spettacolo e del doppiaggio

E’ un post che non avrei mai voluto scrivere ma anche questi ultimi giorni sono stati giorni funesti, tanto per lo spettacolo quanto per il doppiaggio.

Dopo la scomparsa di Gianni Ferrio, compositore e arrangiatore che ha firmato Parole parole e Non gioco più per Mina (i due hanno collaborato fino al 2005) e tante altre canzoni e colonne sonore (nonché le musiche per i varietà di Falqui), è stata la volta di Riccardo Cavallo, stimatissimo regista teatrale e televisivo, scomparso a Bari mentre curava la regia di uno dei collegamenti esterni di Porta a porta.

Cavallo è stato direttore artistico del Brancaccino dal 2005 al 2007, collaborando con Gigi Proietti al Brancaccio, e aveva realizzato diversi spettacoli, come l’opera balletto Anastasia di Bruno Contini e Fili di e con Erri De Luca. E sempre per Proietti aveva realizzato un allestimento di Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare andato in scena al Globe Theater. Oltre al già citato Porta a porta, Cavallo era stato regista di programmi come La notte della repubblica. l’Istruttoria e Rosso Alice ed era sposato con l’attrice doppiatrice Claudia Balboni.

Anche la città di Milano, dopo Zuzzurro, ha perso un altro grande artista, Piero Mazzarella, grande attore del teatro milanese che ha recitato anche in radio e occasionalmente al cinema, in film come La stanza del vescovo di Risi e Un povero ricco di Pasquale Festa Campanile. L’uso del dialetto e lo sguardo ironico sulla relatà erano la cifra stilistica della sua arte. Mazzarella aveva lavorato con Strehler in El nost Milan di Carlo Bertolozzai e rimase legato al grande maestro del teatro da una profonda stima ed amicizia, difendendolo dalle accuse di eccessiva durezza verso gli attori e detenzione di stupefacenti. Come ha rivelato Patrizia Rossetti in un programma di Sky del 2007, Mazzarella e Mariolina Cannuli insegnarono, rispettivamente, recitazione e dizione in una scuola dei mestieri dello spettacolo creata dalla Fininvest negli anni ’80 ed ebbero come allieve la stessa Rossetti, Gabriella Golia e Susanna Messaggio.

E’ stata una settimana funesta anche per il mondo del doppiaggio. Mentre si è saputo in questi giorni della scomparsa di Antonio Guidi (ci ha lasciati il 17 e avrebbe compiuto gli anni domani), seconda voce del Tenente Colombo di Peter Falk e della società di doppiaggio milanese A.D.C (premiato due anni fa a Rimini col Capital Voice Award) , nei giorni scorsi ci hanno lasciati Sandro Pellegrini (voce di tanti attori e personaggi, come Robin Williams in Mork e Mindy, del quale era la seconda voce, e Bubu ne L’orso Yoghi), scomparso improvvisamente, e Piero Tiberi, la voce di Dan Aykryoyd nel cult Blues Brothers e in Charlot (ma non solo), padre dell’attore doppiatore Alessandro, deceduto dopo una lunga malattia. Pellegrini doveva essere nostro ospite a Luci della ribalta Graffiti, avevo avuto modo di parlargli poco tempo fa e lo ricordo come un gran signore.

C’è poco altro da aggiungere perché credo sia scontato dire che ciascuno di loro nel proprio campo ha lasciato un segno indelebile. Meno scontato è chiedersi se il pubblico percepirà ciò in un’epoca in cui si tende a dimenticare i grandi artisti.

Intervista a Gaetano Aronica sulla “Gazzetta del Sud” di oggi

Anche oggi sono sulla Gazzetta del Sud, nella cronaca regionale, con l’intervista a Gaetano Aronica, l’attore agrigentino visto in Un caso di coscienza 5 che stasera sarà premiato all’Efebo d’Oro per l’interpretazione del Commissario Marcellini in Edda Ciano e il comunista. Prossimamente online il pdf.

Online l’intervista a Tania Bambaci per “Luci della ribalta”, all’interno di “2 ore con Luxor” della settimana scorsa

Finalmente online l’intervista a Tania Bambaci, proposta la settimana scorsa a Luci della ribalta all’interno di 2 ore con Luxor (per ascoltare la puntata clickate qui).

La bellissima siciliana, Miss Mondo Italia 2011, racconta della sua esperienza nel mondo del cinema, dal recente Midway – Tra la vita e la morte di John Real (candidato alla selezioni per gli Oscar) ai suoi futuri progetti da attrice, passando per il periodo di studio all’Actor’s Planet di Rossella Izzo.

Addio ad Andrea Brambilla del duo Zuzzurro e Gaspare. L’attore e comico, 67 anni, ha perso la sua battaglia contro il cancro.

Se ne va un mito della televisione degli anni ’80 e ’90. Andrea Cipriano Brambilla, meglio conosciuto col nome d’arte di Zuzzurro, è scomparso ieri sera a Milano a causa di un tumore ai polmoni contro il quale combatteva dal febbraio scorso. Negli ultimi tempi, l’attore e comico di Varese, 67 anni, aveva dichiarato di voler continuare a lavorare nonostante la malattia, riprendendo uno spettacolo con l’inseparabile Nino Formicola in arte Gaspare, presente al suo capezzale con la moglie e i figli di Brambilla.

Dal 1978, quando esordirono nel programma Non stop, i due attori e comici lombardi (cognati nella vita) hanno fatto ridere gli italiani per tanti anni, ricevendo la consacrazione definitiva a Mediaset con Drive In. Nel programma cult di Antonio Ricci, avevano iniziato ad apparire come ospiti per poi diventarne comici di primo piano. Celebri erano gli sketch con Zuzzurro nei panni di un commissario naif e Gaspare in quelli del suo fedele assistente, così come il tormentone Ce l’ho qui la brioche.

Il successo della coppia fu bissato successivamente durante Emilio, il TG della vacanze e Dido…menica.  Dopo un breve ritorno in Rai con la striscia Miraggi, trasmessa a ridosso del Tg1, avevano partecipato al programma di Canale 5 Sotto a chi tocca. A quasi vent’anni dai fasti di Drive In, tornano a lavorare con Ricci conducendo Paperissima sprint nel 2002 e Striscia la notizia nel 2005. Nel 2007 sono intervistati da Paola Pessot per il suo programma Caffè 80, revival di quel decennio ideato e condotto dalla stessa Pessot su Coming Soon Television.

L’ultima apparizione televisiva di Zuzzurro e Gaspare risale a novembre 2012 in alcuni programmi condotti sul canale Vero Capri.

Negli ultimi anni erano stati attivi soprattutto in teatro. Nel ’97 ebbero anche una parentesi di doppiaggio nel film Disney Hercules, in cui prestarono voce a Pena e Panico con la direzione di Francesco Vairano.

Fonte: Leggo.it, Wikipedia

Intervista a Graziano Diana, Efebo d’Oro 2013 per la migliore fiction, sulla “Gazzetta del Sud” di ieri

Sulla Gazzetta del Sud di ieri, nella pagina della cronaca regionale, è stata pubblicata l’intervista che ho fatto a Graziano Diana, sceneggiatore che ha lavorato con Ettore Scola e regista delle fiction La vita rubata ed Edda Ciano e il comunista, per la quale sarà premiato sabato ad Agrigento con l’Efebo d’oro. Prossimamente online il pdf.

Dopo “Forse sono io” – Intervista a Vincenzo Alfieri

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Il 2013 è sicuramente l’anno di Vincenzo Alfieri, già nostro ospite sulla nostra rubrica di Deliradio. Il giovane attore salernitano, presente anche nel film Niente può fermarci, sta riscuotendo un grande successo con la webserie Forse sono io, interamente ideata e diretta da lui; una serie atipica che lo vede nei panni di un giovane attore poco fortunato in lavoro e in amore, la cui condizione sarà sfruttata a scopo di lucro dai suoi migliori amici. Per questa interpretazione, il nostro intervistato ha vinto il premio come miglior attore al Roma Web Fest, la manifestazione nata lo scorso settembre che ha riconosciuto la nuova realtà delle serie realizzate in rete da registi ed attori indipendenti e ispirate, nel look e nelle storie, ai telefilm americani. Abbiamo raggiunto nuovamente Alfieri per commentare questo importante riconoscimento.

Vincenzo, anzitutto bentornato a Luci della ribalta e congratulazioni per il premio. Parliamo di questo evento. Cos’è il Roma Web Fest? In cosa consiste questa manifestazione così innovativa?

“Con l’aumentare dell’interesse verso le webseries e soprattutto con il moltiplicarsi delle produzioni web era inevitabile che iniziassero a nascere dei festival.Il RWF è sorto in grande stile e ha rappresentato degnamente la città che lo ospita.”

Molte web serie, compresa la recente Fuga dalla morte di Michael Righini, sembrano avere un’impronta molto americana, che si rifà ai telefilm d’oltreoceano. Anche nel vostro caso c’è stata un’ispirazione di questo genere o in “Forse sono io” c’è qualche elemento tipico anche di alcune nostre fiction di qualità?

“Forse sono io ha uno stampo dichiaratamente americano anni ’80, ma l’animo di tutti noi che ci abbiamo lavorato è assolutamente italiano, le nostre origini sono inattaccabili.”

Le tue precedenti esperienze in questo ambito, Stuck di Ivan Silvestrini e Closer di Angelo Licata, ti hanno in qualche modo convinto a produrre la tua serie in proprio piuttosto che proporla e infine realizzarla attraverso i canali tradizionali?

“Certamente, mi ha aiutato molto vedere la passione, lo sforzo produttivo, la calma e il sangue freddo di miei illustri colleghi che hanno deciso di mettersi in gioco andando contro le logiche standard del mercato.”

Forse sono io rientra nell’exploit che le serie realizzate per il web hanno avuto negli ultimi anni. In tempi di crisi, serie come la vostra possono essere una vetrina per giovani attori e registi?

“La webseries nascono proprio per questo, sono un modo per farsi notare, per poter usare il proprio linguaggio e per sentirsi liberi di esprimersi artisticamente.” 

Prossimamente ti vedremo nella fiction Il segreto di Borgo Larici su Canale 5. Puoi anticiparci qualcosa del tuo ruolo?

“Sono un cameriere di origine napoletana, innamorato di una delle cameriere della corte nobile di cui faccio parte ma lei in cuor suo preferisce un altro.”

Intervista ad Attilio Fontana, “anarchico e ribelle”

Un anarchico e ribelle che è andato oltre gli stereotipi di alcuni discografici. Così si definisce Attilio Fontana, cantante (ex membro dei Ragazzi italiani), attore e attuale concorrente di Tale e quale show, il programma del venerdì sera condotto da Carlo Conti su Raiuno. Lo abbiamo raggiunto per commentare questa e altre esperienze che lo hanno visto protagonista nei diveri settori dello spettacolo. 

Ti stiamo vedendo in questo periodo in Tale e quale show. Quali difficoltà si incontrano nel doppiare un collega? E cosa c’è di divertente in una simile impresa?

“La difficoltà è quella di cambiare identità, di diventare in pochi giorni di trasformaci in un personaggio che costruisce una carriera una vita. E’ una bellissima sfida e se la affronti in un certo modo è anche una possibilità interessante per il tuo lavoro e per te stesso, ma soprattutto per andare a conoscere in maniera molto più profonda personaggi che a volte conosci solo attraverso una canzone o attraverso episodi della nostra vita. In questo caso, come un sommergibile, devi andare a scavare cercando di rubare il più possibile. E’ divertente quando la trasformazione è estrema, anche per le difficoltà, come è stato per Giuliano Sangiorgi che era un personaggio che non conoscevo così tanto e per il quale ho dovuto fare un lavoro di immersione totale. Anche Ornella Vanoni è stata veramente difficile, dal momento che in quel caso dovevi cambiare sesso e immedesimarti in un mondo totalmente agli antipodi del mio.”

Tu sei un’artista che si è sempre messo in gioco, da quando è terminata l’esperienza coi Ragazzi Italiani.

“Sì, sono stato un po’ anarchico e avventuriero nel mio lavoro, passando dal teatro al cinema, alla musica e alle fiction, andando a volte contro il pensiero di alcuni produttori un po’ antiquati i quali sostengono che se fai il cantante non puoi fare l’attore. Io ho fatto il ribelle in questo senso, ma finalmente anche in Italia è arrivata la consapevolezza che un artista può affrontare più settori dello spettacolo. Se si va in America e in Inghilterra, si vede che ciò è una realtà. ”

Un esempio in tal senso potrebbe essere Moulin Rouge.

“Esatto. I confini sono sottili”

Nel cinema, dopo un film divertente che era Vacanze sulla neve, hai fatto due film sicuramente tosti con Franco Salvia.

“Quelle sono esperienze che sono venute dopo i Ragazzi italiani ed era un ambito nuovo per me. Rispetto ad adesso sicuramente ero più ingenuo e spontaneo forse da un lato avevo anche un po’ più di freschezza. In quel caso era divertente passare dalla commedia al dramma ma in maniera sempre molto reale.”

Ricordiamo che hai anche partecipato a una delle fiction più belle e più amate: Don Matteo.

“Anche quello fa parte delle esperienze arrivate dopo i Ragazzi italiani ed era una delle prime occasioni nel cinema e nella fiction per farmi vedere sotto un’altra veste. Il mio personaggio di quella puntata era un giovane innamorato di una ragazza che poi si trovava in una situazione dalle tinte gialle.”

Che atmosfera si respirava sul set di Gubbio?

“Le atmosfere che trovi sui set sono sempre familiari. Solitamente sui set ci sono persone che vogliono sempre fare bene e c’è una collaborazione cordiale e serena col regista. ”

Altra tua esperienza importante è il musical Il pianeta proibito, con la regia di Luca Tommasini e con un grande cast, formato da Lorella Cuccarini e da alcuni ragazzi di X-Factor.

“E’ stata una bellissima esperienza perché ho avuto la fortuna di lavorare con Luca Tommasini, che avevo già incontrato nel musical Hair con la regia di Giampiero Solari. Ci conoscevamo da anni e lì abbiamo scoperto il lato folle di me, perché il mio personaggio doveva avere un’energia molto alta. E poi ho avuto la possibilità di aver lavorato anche con Lorella, che è una grandissima professionista, quindi è stata un’esperienza importante perché il livello era molto alto. La ricordo con molto piacere.”

Secondo la tua esperienza, cosa spinge ad andare oltre un’avventura come è stata quella dei Ragazzi italiani?

“E’ l’aver bisogno di continuare ad esprimerti. Io vengo da una famiglia di musicisti e per me è importante raccontare, essendo anche autore delle mie canzoni. E’ una forma di esprimersi, anche se ho dovuto lasciare la scrittura, che stavo studiando, perché la musica mi ha rapito con i Ragazzi. Nei momenti belli e brutti, quando vai in un teatro da duecento posti, continuare a fare il tuo mestiere è la cosa che più ti fa sentire meglio. Fondamentalmente questo lavoro è una terapia di cui non puoi fare a meno. Per me è così.”

Dove ti vedremo dopo questa esperienza di Tale e quale?

Tale e quale è un impegno che mi prenderà fino a primi di dicembre. Subito dopo mi vedrete a teatro, per chi vorrà, in La vera storia di Joe Strimpelli e Gigi Vinile con Emiliano Reggente, un bravissimo attore con quale collaboro da anni, e Ilaria Porceddu, che è arrivata seconda a Sanremo Giovani con un brano scritto e prodotto da me. E’ la storia di una coppia di artisti trovati negli archivi della Fonit Cetra e nello spettacolo andiamo a scavare nella storia di questi personaggi. E poi sarò nella fiction su Rodolfo Valentino dove faccio un cameo, un ruolo particolare dove canto una canzone in napoletano e ballo il charleston e il fox trot. E’ un progetto importante che dovrebbe usicre questo inverno. E poi incrociamo le dita perché c’è una proposta per il cinema che spero di riuscire a conciliare con gli impegni di Tale e quale. “

“Una grande famiglia 2” – Intervista a Gianni Cavina

Parte questa sera su Raiuno, alle ore 21:10, la seconda stagione di “Una grande famiglia”, già premiata al Roma Fiction Fest 2012 come miglior lunga serie. Scritta da Ivan Cotroneo e diretta da Riccardo Milani per Rai Fiction e Magnolia, la storia ruota intorno alle vicende dei Rengoni, ricca famiglia lombarda che dopo la scomparsa del primogenito Edoardo (Alessandro Gassman) si trova di fronte al rischio del fallimento della propria azienda immobiliare. Avevamo lasciato questo grande clan familiare, guidato dai coniugi Ernesto ed Eleonora (interpretati da Gianni Cavina e Stefania Sandrelli), proprio con l’improvvisa riapparizione del figlio che tutti credevano morto. Il cast annovera attori già conosciuti al grande pubblico, tra cui Primo Reggiani, Sarah Felberbaum, Sonia Bergamasco, Giorgio Marchesi, Stefania Rocca, Rosabell Laurenti Sellers, Valentina Cervi e il piccolo Filippo De Paulis, ai quali si aggiungono le new entry Cesare Bocci e Valeria Solarino. Abbiamo raggiunto il protagonista Cavina per saperne di più.

La tematica della fiction contiene gli elementi di un vero e proprio giallo. Come definirebbe questo nuovo genere. E’ un giallo o qualcos’altro?

“Una grande famiglia non è proprio una fiction, ma un grande film in otto puntate. Grazie alla regia straordinaria di Riccardo Milani e a una bella sceneggiatura di Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises. Quando parti con queste premesse è facile fare un lavoro di qualità. Potrebbe sembrare un giallo, ma è una storia intrigante che contiene una parte di giallo. E’ in realtà la rappresentazione della vita quotidiana che oggi potrebbe vivere una famiglia in questo Paese. ”

Lei nella serie è il capofamiglia che custodisce con discrezione i segreti di tutti, meno che del figlio scomparso. Come si evolverà il Suo personaggio, soprattutto in rapporto alla vicenda di questo figlio che all’improvviso fugge dalle sue responsabilità?

“Edoardo(Alessandro Gassman) che ricompare simboleggia la rinascita, ma perchè e come è tornato si scoprirà nel corso delle puntate. E’ molto complicata tutta la vicenda, sebbene credo sia gradevole da seguire. Può rivelarsi complicata per chi tende a capire i vari risvolti della storia.

Logicamente l’evento del ritorno di Edoardo è stupefacente, avendolo creduto tutti morto, tranne che me e il figlioletto. Quindi il suo ritorno coglie tutti di sorpresa, soprattutto i due cognati amanti, interpretati da Stefania Rocca e Giorgio Marchesi.”

Nel cast troviamo attori di primo piano, anche con una certa esperienza, come la Sandrelli, la Rocca, Valentina Cervi…… Durante la lavorazione della fiction Lei è stato un capofamiglia anche per loro?

“Assolutamente sì. Il mio rapporto con i figli è straordinario e quindi anche con chi li interpreta. Vorrei che ci fossero tante famiglie che hanno una relazione del genere;  ma anche qui, come in tutte le famiglie succede qualcosa di strampalato e inaspettato. Il padre reagisce come deve reagire, con la forza e la vitalità di un uomo che ha sempre mantenuto la famiglia sulla via della rettitudine. Il mio rapporto con i giovani attori che interpretano la fiction, da Primo Reggiani a Giorgio Marchesi fino a Sonia Bergamasco e Sarah Felberbaum, è veramente straordinario. C’è una grande familiarità e oserei dire quasi del sentimento, dopo mesi di frequentazione. Nel mio caso sono stato abbastanza benvoluto dai miei ragazzi, anche se in fondo mi considerano un rompiscatole. ”

La serie ha avuto un grande successo, tant’è che se n’è realizzata una seconda stagione. Ci dovremo aspettare anche la terza?

“Io credo che ci sia in lavorazione anche un seguito, perché la storia è troppo bella per mollarla così. Abbiamo degli sceneggiatori straordinari, tra i più bravi in Italia, per cui penso che ci sia la possibilità per andare avanti.”

Nel frattempo, dove la vedremo impegnato?

“Sto ricevendo delle proposte per il cinema, grazie a questo periodo fortunato per me. In Italia si pensa che dopo una certa età, per un attore la carriera sia finita; mentre in Francia. Inghilterra e Stati Uniti non ci sono limiti all’età. Si pensi a Meryl Streep e Al Pacino. E’ un errore clamoroso ed io sono la dimostrazione che non è così. Io ho più proposte oggi di quando avevo quaranta-cinquant’anni.“