Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Intervista ad Attilio Fontana, “anarchico e ribelle”

Un anarchico e ribelle che è andato oltre gli stereotipi di alcuni discografici. Così si definisce Attilio Fontana, cantante (ex membro dei Ragazzi italiani), attore e attuale concorrente di Tale e quale show, il programma del venerdì sera condotto da Carlo Conti su Raiuno. Lo abbiamo raggiunto per commentare questa e altre esperienze che lo hanno visto protagonista nei diveri settori dello spettacolo. 

Ti stiamo vedendo in questo periodo in Tale e quale show. Quali difficoltà si incontrano nel doppiare un collega? E cosa c’è di divertente in una simile impresa?

“La difficoltà è quella di cambiare identità, di diventare in pochi giorni di trasformaci in un personaggio che costruisce una carriera una vita. E’ una bellissima sfida e se la affronti in un certo modo è anche una possibilità interessante per il tuo lavoro e per te stesso, ma soprattutto per andare a conoscere in maniera molto più profonda personaggi che a volte conosci solo attraverso una canzone o attraverso episodi della nostra vita. In questo caso, come un sommergibile, devi andare a scavare cercando di rubare il più possibile. E’ divertente quando la trasformazione è estrema, anche per le difficoltà, come è stato per Giuliano Sangiorgi che era un personaggio che non conoscevo così tanto e per il quale ho dovuto fare un lavoro di immersione totale. Anche Ornella Vanoni è stata veramente difficile, dal momento che in quel caso dovevi cambiare sesso e immedesimarti in un mondo totalmente agli antipodi del mio.”

Tu sei un’artista che si è sempre messo in gioco, da quando è terminata l’esperienza coi Ragazzi Italiani.

“Sì, sono stato un po’ anarchico e avventuriero nel mio lavoro, passando dal teatro al cinema, alla musica e alle fiction, andando a volte contro il pensiero di alcuni produttori un po’ antiquati i quali sostengono che se fai il cantante non puoi fare l’attore. Io ho fatto il ribelle in questo senso, ma finalmente anche in Italia è arrivata la consapevolezza che un artista può affrontare più settori dello spettacolo. Se si va in America e in Inghilterra, si vede che ciò è una realtà. ”

Un esempio in tal senso potrebbe essere Moulin Rouge.

“Esatto. I confini sono sottili”

Nel cinema, dopo un film divertente che era Vacanze sulla neve, hai fatto due film sicuramente tosti con Franco Salvia.

“Quelle sono esperienze che sono venute dopo i Ragazzi italiani ed era un ambito nuovo per me. Rispetto ad adesso sicuramente ero più ingenuo e spontaneo forse da un lato avevo anche un po’ più di freschezza. In quel caso era divertente passare dalla commedia al dramma ma in maniera sempre molto reale.”

Ricordiamo che hai anche partecipato a una delle fiction più belle e più amate: Don Matteo.

“Anche quello fa parte delle esperienze arrivate dopo i Ragazzi italiani ed era una delle prime occasioni nel cinema e nella fiction per farmi vedere sotto un’altra veste. Il mio personaggio di quella puntata era un giovane innamorato di una ragazza che poi si trovava in una situazione dalle tinte gialle.”

Che atmosfera si respirava sul set di Gubbio?

“Le atmosfere che trovi sui set sono sempre familiari. Solitamente sui set ci sono persone che vogliono sempre fare bene e c’è una collaborazione cordiale e serena col regista. ”

Altra tua esperienza importante è il musical Il pianeta proibito, con la regia di Luca Tommasini e con un grande cast, formato da Lorella Cuccarini e da alcuni ragazzi di X-Factor.

“E’ stata una bellissima esperienza perché ho avuto la fortuna di lavorare con Luca Tommasini, che avevo già incontrato nel musical Hair con la regia di Giampiero Solari. Ci conoscevamo da anni e lì abbiamo scoperto il lato folle di me, perché il mio personaggio doveva avere un’energia molto alta. E poi ho avuto la possibilità di aver lavorato anche con Lorella, che è una grandissima professionista, quindi è stata un’esperienza importante perché il livello era molto alto. La ricordo con molto piacere.”

Secondo la tua esperienza, cosa spinge ad andare oltre un’avventura come è stata quella dei Ragazzi italiani?

“E’ l’aver bisogno di continuare ad esprimerti. Io vengo da una famiglia di musicisti e per me è importante raccontare, essendo anche autore delle mie canzoni. E’ una forma di esprimersi, anche se ho dovuto lasciare la scrittura, che stavo studiando, perché la musica mi ha rapito con i Ragazzi. Nei momenti belli e brutti, quando vai in un teatro da duecento posti, continuare a fare il tuo mestiere è la cosa che più ti fa sentire meglio. Fondamentalmente questo lavoro è una terapia di cui non puoi fare a meno. Per me è così.”

Dove ti vedremo dopo questa esperienza di Tale e quale?

Tale e quale è un impegno che mi prenderà fino a primi di dicembre. Subito dopo mi vedrete a teatro, per chi vorrà, in La vera storia di Joe Strimpelli e Gigi Vinile con Emiliano Reggente, un bravissimo attore con quale collaboro da anni, e Ilaria Porceddu, che è arrivata seconda a Sanremo Giovani con un brano scritto e prodotto da me. E’ la storia di una coppia di artisti trovati negli archivi della Fonit Cetra e nello spettacolo andiamo a scavare nella storia di questi personaggi. E poi sarò nella fiction su Rodolfo Valentino dove faccio un cameo, un ruolo particolare dove canto una canzone in napoletano e ballo il charleston e il fox trot. E’ un progetto importante che dovrebbe usicre questo inverno. E poi incrociamo le dita perché c’è una proposta per il cinema che spero di riuscire a conciliare con gli impegni di Tale e quale. “

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