Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Dopo “Forse sono io” – Intervista a Vincenzo Alfieri

vincenzo alfieri 4

Il 2013 è sicuramente l’anno di Vincenzo Alfieri, già nostro ospite sulla nostra rubrica di Deliradio. Il giovane attore salernitano, presente anche nel film Niente può fermarci, sta riscuotendo un grande successo con la webserie Forse sono io, interamente ideata e diretta da lui; una serie atipica che lo vede nei panni di un giovane attore poco fortunato in lavoro e in amore, la cui condizione sarà sfruttata a scopo di lucro dai suoi migliori amici. Per questa interpretazione, il nostro intervistato ha vinto il premio come miglior attore al Roma Web Fest, la manifestazione nata lo scorso settembre che ha riconosciuto la nuova realtà delle serie realizzate in rete da registi ed attori indipendenti e ispirate, nel look e nelle storie, ai telefilm americani. Abbiamo raggiunto nuovamente Alfieri per commentare questo importante riconoscimento.

Vincenzo, anzitutto bentornato a Luci della ribalta e congratulazioni per il premio. Parliamo di questo evento. Cos’è il Roma Web Fest? In cosa consiste questa manifestazione così innovativa?

“Con l’aumentare dell’interesse verso le webseries e soprattutto con il moltiplicarsi delle produzioni web era inevitabile che iniziassero a nascere dei festival.Il RWF è sorto in grande stile e ha rappresentato degnamente la città che lo ospita.”

Molte web serie, compresa la recente Fuga dalla morte di Michael Righini, sembrano avere un’impronta molto americana, che si rifà ai telefilm d’oltreoceano. Anche nel vostro caso c’è stata un’ispirazione di questo genere o in “Forse sono io” c’è qualche elemento tipico anche di alcune nostre fiction di qualità?

“Forse sono io ha uno stampo dichiaratamente americano anni ’80, ma l’animo di tutti noi che ci abbiamo lavorato è assolutamente italiano, le nostre origini sono inattaccabili.”

Le tue precedenti esperienze in questo ambito, Stuck di Ivan Silvestrini e Closer di Angelo Licata, ti hanno in qualche modo convinto a produrre la tua serie in proprio piuttosto che proporla e infine realizzarla attraverso i canali tradizionali?

“Certamente, mi ha aiutato molto vedere la passione, lo sforzo produttivo, la calma e il sangue freddo di miei illustri colleghi che hanno deciso di mettersi in gioco andando contro le logiche standard del mercato.”

Forse sono io rientra nell’exploit che le serie realizzate per il web hanno avuto negli ultimi anni. In tempi di crisi, serie come la vostra possono essere una vetrina per giovani attori e registi?

“La webseries nascono proprio per questo, sono un modo per farsi notare, per poter usare il proprio linguaggio e per sentirsi liberi di esprimersi artisticamente.” 

Prossimamente ti vedremo nella fiction Il segreto di Borgo Larici su Canale 5. Puoi anticiparci qualcosa del tuo ruolo?

“Sono un cameriere di origine napoletana, innamorato di una delle cameriere della corte nobile di cui faccio parte ma lei in cuor suo preferisce un altro.”

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