Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Cinema – Addio a Philip Seymour Hoffman. L’interprete di Truman Capote trovato morto nella sua abitazione. Aveva 46 anni.

Un altro grave lutto ha colpito il mondo del cinema. Philip Seymour-Hoffman, l’attore e regista premio Oscar per Truman Capote – A sangue freddo, è stato trovato morto nel bagno della sua abitazione di Manatthan, al numero 35 di Bethune Street. A chiamare il 911 (l’equivalente americano del nostro 113) è stato lo sceneggiatore David Katz, preoccupato che l’amico non rispondesse alla telefonate. Si sospetta che il decesso sia avvenuto per overdose. L’attore, 46 anni, aveva avuto problemi di droga e lo scorso anno era stato in riabilitazione, per togliersi nuovamente una brutta abitudine nella quale era ricaduto nel 2012 dopo ventitrè anni. Lascia la compagna, la costumista Mimi ‘O Donnell, e tre figli: Alexander (11 anni tra un mese), Tallulah (un mese) e Willa (sei).

Talento dal carattere schivo, Hoffman aveva recitato in film come Il grande Leboski, Boogie Night e Scent of a Woman, il remake americano di Profumo di donna con protagonisti Al Pacino e Chris ‘O Donnell nelle parti che furono di Gassman e Momo. La consacrazione definitiva per lui era arrivata con Il talento di Mr.Ripley, Magnolia, Flawless e La 25esima ora di Spike Lee. Dopo l’esperienza con il regista afroamericano, era stato diretto da registi del calibro di Sidney Lumet in Onora il padre e la madre, Mike Nichols ne La guerra di Charlie Wilson, John Patrick Stanley ne Il dubbio, George Clooney ne Le idi di Marzo e Paul Thomas Anderson in The Master, la Leone d’argento per la miglior regia a Venezia 2012.

Ma è stato il ruolo dello scrittore Truman Capote in Capote – A sangue freddo (2005), personaggio difficile da interpretare anche a livello vocale (caratterizzazione riprodotta benissimo da Roberto Chevalier nel doppiaggio italiano) a valergli la statuetta.

Gli ultimi film girati da Hoffman prima della scomparsa sono il terzo capitolo di Hunger Games e due titoli presentati all’ultimo Sundance Film Festival, al quale egli aveva partecipato coi rispettivi cast: God’s Pocket, al fianco di John Turturro e Richard Jenkins, e A Most Wanted Man, con Willem Dafoe, Rachel McAdams e Robin Wright.

Fonti: Repubblica, Il Post

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