Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Archivi Mensili: marzo 2014

Teatro – Intervista a Massimo Romeo Piparo, stasera e domani nella sua Messina con “Sette spose per sette fratelli”

 

Sarà in scena stasera e domano al Vittorio Emanuele di Messina il musical Sette Spose per Sette fratelli, fresco di successo al Sistina. Lo spettacolo è un remake dell’omonimo film hollywoodiano diretto da Stanley Donen nel 1954. Una storia leggera e divertente, con protagonisti Flavio Montrucchio nei panni del boscaiolo Adamo, il maggiore dei sette fratelli, e Roberta Lanfranchi, interprete di Milly, la sua giovane e dolce sposa. La trama è tra le più classiche. I sette fratelli Pontipee, boscaioli delle montagne dell’Oregon, sono piuttosto abbrutiti dallo stare sempre “tra maschi”, e cominciano a sentire il bisogno di una presenza femminile a casa. Il primo a capitolare e decidere di prender moglie è Adamo , che conquista bella Milly, la quale presto dovrà adoperarsi per accasare anche agli altri sei fratelli.A dirigere il musical è il nostro Massimo Romeo Piparo, da due anni direttore del celebre teatro romano.

Lo spettacolo è il remake di un cult del cinema hollywoodiano. Come nasce l’idea di riproporlo sul palcoscenico?

“I grandi classici del cinema musicale, a lieto fine e con canzoni immortali, sono il genere più richiesto dal pubblico. Inoltre quest’anno il film di Donen compie sessant’anni, per cui mi sembrava giusto farne una nuova edizione teatrale.”

Confrontarsi con i grandi capolavori del passato non è facile. Quale remore bisogna superare?

“Ormai da vent’anni il mio lavoro è sempre un confronto con i grandi film musicali. Gli spettacoli che metto in scena sono tutti classici, ed ho imparato a rapportarmi con il genere. Sicuramente il palcoscenico è un altro linguaggio rispetto al cinema, ma in questo settore mi sento sempre molto tranquillo e padrone del mezzo. Il mio compito principale è quello di non deludere lo spettatore che ha amato il film, e far sì che egli vi ritrovi i punti forti, con qualcosa in più.“

I protagonisti Montrucchio e Lanfranchi non sono nuovi all’esperienza del musical. Quale capacità deve avere un attore per confrontarsi con questo genere? Che poi corrisponde al criterio di scelta da parte del regista…

“Il principio di scelta è sempre l’aderenza al ruolo. Come in tutti i prodotti teatrali e cinematografici, un attore deve poter rappresentare quel ruolo in maniera credibile; per cui se parliamo di un aitante boscaiolo dell’Oregon – con la voce possente e il fisico imponente – Flavio Montrucchio è più che adatto. Se la Milly di Roberta Lanfranchi deve essere dolce e romantica, ma anche forte e volitiva, lei rende perfettamente il ruolo. Nel caso di questi due attori, cantano talmente bene che è un piacere averli nei ruoli protagonisti.”

Andiamo alla trama. Il messaggio sembra molto chiaro e semplice, quello antico: un uomo ha bisogno di una donna accanto a sé. Il Suo musical mostra probabilmente altri aspetti della femminilità più moderni. Quali ad esempio?

“Sicuramente conferma che nella coppia il vero motore è la donna, esattamente il contrario di quanto spesso la nostra società ci lascia immaginare. La donna sa sopportare con pazienza e guardare ad un obiettivo più lontano, mentre l’uomo vive più alla giornata e si accontenta; lei mira al risultato finale e sa come arrivarci, con più determinazione rispetto all’uomo. L’archetipo del bisbetico domato, che aleggia dietro questa storia, nasconde in realtà la grande rivincita della Cenerentola, la quale nasce sguattera e diventa regina.”

Cosa dovrà aspettarsi quindi il pubblico messinese?

“Si deve aspettare due ore di grandissimo intrattenimento. Abbiamo un cast di più di venticinque persone, balletti mozzafiato, bellissime canzoni e tanto romanticismo. E’ una grandissima storia d’amore amplificata, includendone altre sei che nascono e vanno a buon fine. Si ride molto ed è un allestimento imponente, come un grande musical necessita in questo momento.”

Il musical ha avuto un grande successo al Sistina e sta girando tutto il paese. Da qualche tempo, se pensiamo anche ai lavori di Cocciante, questo genere di spettacolo sembra essere tornato in auge. E’ così?

“Sono ormai parecchi anni che il musical è il genere che in Italia funziona meglio. Oggi si sta riscontrando una grande selezione: funzionano solo gli spettacoli fatti bene. C’è stato un arrembaggio di titoli senza grandi qualità; invece ora per via della crisi – dal momento che andare a vedere un musical costa e la gente sceglie – bisogna puntare su prodotti di altissimo livello, altrimenti il pubblico non si riconosce. Il musical poi è un genere che offre sempre di più allo spettatore e fa la differenza rispetto al teatro classico. ”

Da Messina e Tindari al Teatro Sistina di Roma: realtà e scenari molto diversi. Quale marcia in più potrebbe avere la nostra città o Tindari rispetto alla capitale?

“Purtroppo sono state due esperienze negative per come si sono concluse. Ho un modo di intendere questa professione e di rapportarmi al teatro che qui non trova riscontro. Al Vittorio Emanuele stavamo facendo un grande lavoro col presidente Barresi e dopo appena due anni ci hanno mandato via, perché il nuovo sindaco aveva altre idee sul teatro. Messina quindi mi ha lasciato una grande delusione dentro, che è stata poi la molla che mi ha consentito di fare un salto verso il professionismo e tutto quello che oggi rappresenta in Italia.”

Dopo  Sette spose per sette fratelli, ci saranno nuovi progetti?

“Sto preparando la versione celebrativa di Jesus Christ Superstar, che compie vent’anni dal mio primo allestimento. Ovviamente non mi fermerò, perché devo sempre proporre due-tre spettacoli l’anno per riempire un cartellone come quello del Sistina.”

 

 

 

Intervista ad Auretta Sterrantino sulla “Gazzetta del Sud” di oggi

Auretta Sterrantino e Vincenzo Quadarella 2Anche oggi sono sulla Gazzetta del Sud con un’intervista ad Auretta Sterrantino, autrice e regista teatrale messinese che domenica porterà in scena al Teatro Savio Matrioska, ultimo spettacolo della rassegna autoprodotta Atto Unico, che lei stessa ha ideato con Vincenzo Quadarella (nella foto a sinistra).

L’articolo è stato pubblicato sulla pagina Arte cultura e spettacoli in Sicilia e sarà disponibile su questo blog prossimamente.

Fiction – Intervista esclusiva a Massimo Reale, new entry di “Rex” e mitico Montini di “Classe di ferro”

Massimo Reale è conosciuto, specie da chi era ragazzo alla fine degli anni ’80, per la serie Classe di ferro, della quale era protagonista assieme a Giampiero Ingrassia. Ma nella sua carriera c’è anche lo studio col grande maestro Orazio Costa e tanto teatro, con nomi del calibro di Luca Zingaretti, Ninni Bruschetta, Sergio Pierratini, Massimo Romeo Piparo e, soprattutto, Walter Pagliaro. Oltre al cinema di qualità che l’ha visto diretto tra gli altri da Giovanni Sonnino, Luigi Magni, Francesco Calogero ed il grande Anthony Minghella, che lo vuole ne Il talento di Mr.Ripley. Dal 31 marzo Reale torna in tv, su Raidue, con la settima stagione di Rex, presentata ieri a Roma. Egli è infatti la novità di questa nuova edizione del format tanto come sceneggiatore quanto come attore del cast principale. Luci della ribalta lo ha raggiunto per saperne di più.

Dandole il benvenuto sul nostro blog, inizio col chiederLe qual è il Suo ruolo in questa nuova stagione di Rex, serie della quale è anche sceneggiatore.

“Io interpreto Carlo Papini, un ex poliziotto costretto su una sedia a rotelle. Papini, ferito durante un conflitto a fuoco, dopo un lungo periodo di depressione post trauma, si è rimesso a studiare ed è diventato un criminologo che aiuta la Polizia.”

Quali sono le caratteristiche di questo personaggio? Avrà una funzione importante all’interno delle avventure del commissario Terzani (Francesco Arca)?

“Nella serie è l’ uomo conduce gli interrogatori, e lo fa in maniera molto originale e non ordinaria. Papini ha una profonda attenzione all’animo e al comportamento dei sospettati. Qualche volta riesce ad incastrare i colpevoli partendo da particolari che sembrano davvero irrilevanti. Il suo rapporto con Terzani è viziato dal passato. Papini era il miglior amico del fratello morto di Terzani e il commissario non gli perdona di non averlo saputo salvare dalla droga.”

I Manetti Bros. sono dei registi anomali nel panorama dello spettacolo nostrano, alfieri di un cinema di genere che in Italia non si produce più. Secondo lei, cosa hanno portato di nuovo all’interno del format Rex?

“L’apporto dei Manetti alla settima serie di Rex è gigantesco. Hanno, insieme al produttore creativo Federico Favot, reinterpretato un mito della fiction. Un’operazione rara in Italia che è molto frequente nella cultura americana: si prende un glorioso fumetto come Batman e si mette nelle mani di artisti come Frank Miller. Il risultato è una vera e propria “rinascita” del personaggio. Ecco, i Manetti hanno preso per mano Rex arricchendolo della loro straordinaria energia creativa. Secondo me il cinema “di genere” è spesso un cinema d’autore. La distinzione che riesco a fare non è tra “di genere” e “autore” ma soltanto tra film belli e appassionanti e altri che non mi piacciono. I lavori dei Manetti spesso mi piacciono e mi appassionano! ”

Domanda un po’ campanilista. So che lei è stato diretto sul palcoscenico da Ninni Bruschetta e Massimo Romeo Piparo, due artisti messinesi molto stimati nel settore dello spettacolo (Bruschetta è anche un attore molto quotato in tv e al cinema). Ricordiamo le occasioni in cui avete lavorato assieme.

“Guarda, sulla Sicilia potrei scrivere un libro di poesie d’amore! Ho recitato a Siracusa, Tindari, Segesta, Catania, Messina, Palermo… E mi fermo qui, perché potrei riempirti di nomi. Una terra straordinaria con una grande passione per il teatro. Parlando di Ninni e Massimo, posso dirti che li ho conosciuti giovanissimi e che hanno fatto scelte professionali molto diverse. Con Ninni ho fatto uno spettacolo teatrale molto intimo e bello : I Carabinieri di Beniamo Joppolo mentre con Massimo ho fatto un musical su Billie Holiday con quella straordinaria artista che è Amii Stewart. Come vedi esperienze molto diverse: teatro off l’uno e grandi platee l’altro – il bello del mio lavoro!”

Noi di Luci della ribalta guardiamo al futuro ma anche al passato (non a caso su Deliradio stiamo facendo il revival Luci della ribalta Graffiti). Lei è stato uno dei protagonisti del telefilm di culto I ragazzi della 3a C e Classe di ferro (assieme a Giampiero Ingrassia). A suo avviso esiste qualche fiction di oggi che in qualche modo è erede di questi due titoli o sono state delle esperienze uniche?

Per amor di verità non ero un protagonista de “I ragazzi della 3° C”, ho preso parte soltanto alla seconda serie e, pur essendo presente in tutti gli episodi, ero protagonista di una sola puntata. In Classe di Ferro, esperienza durata più o meno tre anni, invece ero “Montini” e quella è stata davvero un qualcosa di intenso. Giampiero Ingrassia, Paolo Sassanelli, Rocco Papaleo e gli altri non erano colleghi, erano amici come si può essere amici soltanto da giovani. Classe di Ferro non è un film fatto ma una stagione della mia vita, quindi è difficile parlarne in due minuti. Posso dirti che ho imparato tantissimo, che ho riso per sei mesi di seguito e che il regista Bruno Corbucci era il più giovane e scatenato di tutti noi! Sulla possibilità di fare oggi fiction di questo tipo risponderei no. Il modo di produrre tv è molto cambiato. Credo che quella stagione sia finita, si producono cose anche migliori ma in un modo diverso, coerente con quello che è l’Italia di oggi.

Chiudiamo questa intervista con un ricordo di Nino Manfredi e Luigi Magni, coi quali ha lavorato nel film La carbonara del ‘99, penultimo lavoro del grande regista romano (scomparso lo scorso ottobre).

“Nino Manfredi l’ho incontrato sul set de Le Ragioni del Cuore, era un gigante. Uno dei grandissimi del cinema italiano. Ti mettevi seduto mentre girava le sue scene e stavi a sentirlo recitare, esattamente come a scuola! Gigi Magni era un gran signore con una profonda delicatezza ed educazione. Mi ricordo che ero andato per fare il provino e, invece di recitare la scena, ci mettemmo a parlare di storia risorgimentale. Il risultato fu che ebbi il ruolo!”

Reale tornerà sul palcoscenico dal 13 maggio prossimo riproponendo, assieme alla Compagnia il Carro dell’Orsa, Gli amici degli amici, al Teatro Due di Roma. Nello spettacolo, tratto dal racconto omonimo di Henry James, il nostro ospite interpreta il protagonista Bernard.

Per l’intervista si ringraziano Katya Marletta e MIA International Media Agency

Articolo dedicato a Suor Cristina Scuccia sulla “Gazzetta del Sud” di oggi e prossima puntata di “2 ore con Luxor” rimandata

Sulla Gazzetta del Sud di oggi, nella pagina Cultura e spettacoli, trovate un mio articolo su Suor Cristina Scuccia, la giovane suora di Comiso che ha incantato The Voice e non solo.

La versione in pdf sarà online nei prossimi giorni.

Ne approfitto per dire che venerdì 2 ore con Luxor non andrà in onda, quindi Luci della ribalta torna la settimana prossima con Luci della ribalta Graffiti.

Il blog invece continua.

 

Michela Andreozzi e “Maledetto Peter Pan” – Anteprima dell’intervista prossimamente online

 

Vi presentiamo un’anteprima della nostra intervista a Michela Andreozzi, in scena dal oggi fino a domenica prossima, alla Sala Umberto di Roma, con le nuove repliche del suo ultimo spettacolo Maledetto Peter Pan. Il testo, versione italiana del francese Le Demon de Midi, è stato messo in scena con successo al Teatro Sette nelle scorse settimane.

Questo video è un’anteprima dell’intervista pazialmente trasmessa su Deliradio durante l’ultima puntata di 2 ore con Luxor. La versione integrale sarà online nei prossimi giorni.

Fiction – In onda domani e mercoledì su Raiuno “Le due leggi”, la fiction sulla crisi con Elena Sofia Ricci. Nel cast anche Fabio Bussotti e Marina Pennafina, che ci parla del suo ruolo nel film. Prossimamente si torna a parlare di crisi con “La tempesta”.

Le due leggi andrà finalmente in onda domani e mercoledì su Raiuno alle 21:00. La fiction, diretta da Luciano Manuzzi (Lui e lei, Gli ultimi del paradiso), era prevista per l’inizio del mese, ma è stata rimandata per ridoppiare una scena che presentava un riferimento poco lusinghiero ad un istituto di credito realmente esistente. La conferenza stampa è avvenuta ieri a Roma.

Protagonista di questa storia è Elena Sofia Ricci nei panni di Adriana Zanardi, inflessibile direttrice di un istituto di credito. Presa dal rimorso per il suicidio di un imprenditore al quale aveva negato un prestito, la donna decide di passare ingenti somme di denaro dei clienti più ricchi a quelli meno fortunati, arrivando ad auto-denunciarsi e scoprendo alcune losche manovre della sua stessa banca.

Siamo quindi di fronte ad un’altra fiction che, dopo Casa e Bottega e L’Assalto, affronta il problema della crisi, approfondendo il discorso relativo alle banche. Ad affiancare l’attrice fiorentina sono Enrico Ianniello (il commissario Vincenzo Nappi di Un passo dal cielo), Marina Pennafina (Rosso San Valentino) e Fabio Bussotti, il protagonista del mitico spot Urrah Saiwa dell’87, intervistato da noi a 2 ore con Luxor per il primo appuntamento di Luci della ribalta Graffiti. Sia Bussotti che Iannello sono diplomati alla gloriosa Bottega Teatrale di Vittorio Gassman.

Marina Pennafina ci ha detto del suo ruolo nella fiction:

” Il mio ruolo è quello di Carmela, la detenuta che Elena Sofia Ricci conosce in carcere. L’unica che mostra verso di lei un volto umano e l’accoglie in maniera amichevole, facilitandole la vita in carcere con piccole accortezze, protezioni materne. Anche perché Carmela, essendo li da molto tempo, conosce perfettamente i meccanismi del carcere le varie gerarchie e sa muoversi e sopravvivere in quell’ambiente. Certo lavorare all’interno di un carcere vero, è un’esperienza che un po’ ti segna……si tocca con mano cosa significhi veramente perdere la libertà…….e vi assicuro non è una sensazione piacevole, costretti anche se per giusta colpa, non discuto su questo,  a convivere in sei o sette persone in celle anguste, malandate, con il bagno all’interno della cella stessa, dove viene annullato ogni tipo di privacy ed intimità…….diventa una lotta alla sopravvivenza continua.

Noi entravamo la mattina per girare ed iniziava un senso di soffocamento che poi ti portavi un po dietro anche quando uscivi da quel portone……..ma la cosa più strana è che con il passare dei giorni sopraggiungeva anche se in maniera molto sottile appena percepibile un senso di abitudine a quell’ambiente e quei luoghi che a pensarci ora inquieta non poco. Questo fa pensare che negli essere umani la routine e abitudine può farti abituare anche ad ambienti e situazioni molto distanti da noi…….Comunque è stata un’esperienza formativa, che ti fa apprezzare con maggior vigore la fortuna di essere Liberi.”

L’impegno della Rai in questa direzione non si ferma qui. Prossimamente, infatti, si torna a parlare di crisi ne La tempesta, film per la tv proposto all’interno del ciclo Purché finisca bene . Protagonisti di questa storia, ambientata in Veneto, sono Nicole Grimaudo, Giovanni Scifoni, Nino Frassica ed Ennio Fantastichini. La regia è di Fabrizio Costa.

In foto Elena Sofia Ricci e Marina Pennafina durante la conferenza stampa della fiction, alla sede Rai di Viale Mazzini.

Per l’intervista e la foto si ringraziano Katya Marletta e MIA International Media Agency

Luci della ribalta ospita Michela Andreozzi, in scena dal 25 al 30 marzo alla Sala Umberto con “Maledetto Peter Pan”. Tra gli argomenti di oggi “Lei”, “The Voice”, “Mr.Peabody e Sherman” e Fiorello e Pif testimonial pubblicitari. Oggi su Deliradio all’interno di “2 ore con Luxor” dalle 14 alle 16.

Oggi a Luci della ribalta, all’interno di 2 ore con Luxor, si torna a parlare di Lei di Spike Jonze e degli incassi di questo film tanto atteso e discusso fin dalla sua partecipazione all’ultimo Festival di Roma.

Parleremo anche della seconda edizione di The Voice, della fiction impegnata di Raiuno (Per amore del mio popolo e Le due leggi), del doppiaggio di Mr.Peabody e Sherman e di due siciliani doc, Pif e Fiorello, testimonial di Tim e Wind.

E per chiudere l’intervista a Michela Andreozzi (nella foto sopra), che da martedì prossimo fino al 20 riproporrà alla Sala Umberto di Roma lo spettacolo Maledetto Peter Pan, reduce dal successo al Teatro Sette di Michele La Ginestra.

Naturalmente su Deliradio dalle 14 alle 16.

Per l’intervista a Michela Andreozzi si ringraziano Alessio Piccirillo e Manzo e Piccirillo Ufficio Stampa

Telefilm e musica – The Bloody Beetroots tra i lupi mannari di “Teen Wolf”. Prossimamente su Fox.

Sir Rob Cornelius/The Bloody Beetroots è una star mondiale dell’electro house, che il grande pubblico italiano ha iniziato a conoscere solo di recente grazie alla sua partecipazione a Sanremo con Raphael Gualazzi, valsa ad entrambi il secondo posto

Il dj lombardo con la maschera nera di Spider-Man (quella dei fumetti Marvel degli anni ’80, tornata nella recente serie Back in black), nel gennaio scorso è apparso nell’episodio Illuminate della serie Teen Wolf, per il quale ha realizzato dei brani inediti apparendo in un cameo. L’episodio sarà trasmesso prossimamente su Fox (canale 111 di Sky).

Il telefilm di MTV, ideato dal creatore di Criminal Minds Jeff Davis, è un remake moderno e dark dei mitici film con Michael J.Fox, i quali a loro volta diedero vita a una serie d’animazione trasmessa da Italia 1 nei primi anni ’90.

Fonte: Sorrisi e Canzoni, Wikipedia

Fiction – “Per amore del mio popolo”, la storia di Don Diana raccontata da Antonio Frazzi e interpretata da Alessandro Preziosi. Stasera e domani su Raiuno.

Rai Fiction e Alessandro Preziosi tornano a parlare di impegno civile a due mesi da Gli Anni Spezzati, e lo fanno con la fiction Per amore del mio popolo, presentata ieri alla Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati.

Diretta da Antonio Frazzi e prodotta da Aurora Film,  la miniserie – in onda stasera e domani su Raiuno alle 21:10 – racconta la storia di Don Giuseppe Diana (interpretato dallo stesso Preziosi), il parroco che strappò i giovani di Casal di Principe alla camorra pagando con la vita. Fu infatti il clan dei Casalesi a farlo tacere per sempre vent’anni fa quasi esatti, il 19 marzo 1994, nella sacrestia della Chiesa di San Nicola di Bari. La sua morte fece scalpore in tutta Italia e anche Giovanni Paolo II espresse cordoglio per l’accaduto.

Nel cast della fiction, che prende il titolo dalla celebre lettera scritta da Diana nel ’91, anche Elena Cucci, Gianluca Di Gennaro, Massimiliano Gallo, Gennaro Mirto e Imma Piro.

Fonte: Wikipedia, IMDB, Daring to do

Telefilm e musica – The Bloody Beetroots tra i lupi mannari di “Teen Wolf”. Prossimamente su Fox.

Sir Rob Cornelius/The Bloody Beetroots è una star mondiale dell’electro house, che il grande pubblico italiano ha iniziato a conoscere solo di recente grazie alla sua partecipazione a Sanremo con Raphael Gualazzi, valsa ad entrambi il secondo posto

Il dj lombardo con la maschera nera di Spider-Man (quella dei fumetti Marvel degli anni ’80, tornata nella recente serie Back in black), nel gennaio scorso è apparso nell’episodio Illuminate della serie Teen Wolf, per il quale ha realizzato dei brani inediti apparendo in un cameo. L’episodio sarà trasmesso prossimamente su Fox (canale 111 di Sky).

Il telefilm di MTV, ideato dal creatore di Criminal Minds Jeff Davis, è un remake moderno e dark dei mitici film Voglia di vincere 1 e 2 con Michael J.Fox, i quali a loro volta diedero vita a una serie d’animazione trasmessa da Italia 1 nei primi anni ’90.

Fonte: Sorrisi e Canzoni, Wikipedia