Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Fiction – Intervista esclusiva a Massimo Reale, new entry di “Rex” e mitico Montini di “Classe di ferro”

Massimo Reale è conosciuto, specie da chi era ragazzo alla fine degli anni ’80, per la serie Classe di ferro, della quale era protagonista assieme a Giampiero Ingrassia. Ma nella sua carriera c’è anche lo studio col grande maestro Orazio Costa e tanto teatro, con nomi del calibro di Luca Zingaretti, Ninni Bruschetta, Sergio Pierratini, Massimo Romeo Piparo e, soprattutto, Walter Pagliaro. Oltre al cinema di qualità che l’ha visto diretto tra gli altri da Giovanni Sonnino, Luigi Magni, Francesco Calogero ed il grande Anthony Minghella, che lo vuole ne Il talento di Mr.Ripley. Dal 31 marzo Reale torna in tv, su Raidue, con la settima stagione di Rex, presentata ieri a Roma. Egli è infatti la novità di questa nuova edizione del format tanto come sceneggiatore quanto come attore del cast principale. Luci della ribalta lo ha raggiunto per saperne di più.

Dandole il benvenuto sul nostro blog, inizio col chiederLe qual è il Suo ruolo in questa nuova stagione di Rex, serie della quale è anche sceneggiatore.

“Io interpreto Carlo Papini, un ex poliziotto costretto su una sedia a rotelle. Papini, ferito durante un conflitto a fuoco, dopo un lungo periodo di depressione post trauma, si è rimesso a studiare ed è diventato un criminologo che aiuta la Polizia.”

Quali sono le caratteristiche di questo personaggio? Avrà una funzione importante all’interno delle avventure del commissario Terzani (Francesco Arca)?

“Nella serie è l’ uomo conduce gli interrogatori, e lo fa in maniera molto originale e non ordinaria. Papini ha una profonda attenzione all’animo e al comportamento dei sospettati. Qualche volta riesce ad incastrare i colpevoli partendo da particolari che sembrano davvero irrilevanti. Il suo rapporto con Terzani è viziato dal passato. Papini era il miglior amico del fratello morto di Terzani e il commissario non gli perdona di non averlo saputo salvare dalla droga.”

I Manetti Bros. sono dei registi anomali nel panorama dello spettacolo nostrano, alfieri di un cinema di genere che in Italia non si produce più. Secondo lei, cosa hanno portato di nuovo all’interno del format Rex?

“L’apporto dei Manetti alla settima serie di Rex è gigantesco. Hanno, insieme al produttore creativo Federico Favot, reinterpretato un mito della fiction. Un’operazione rara in Italia che è molto frequente nella cultura americana: si prende un glorioso fumetto come Batman e si mette nelle mani di artisti come Frank Miller. Il risultato è una vera e propria “rinascita” del personaggio. Ecco, i Manetti hanno preso per mano Rex arricchendolo della loro straordinaria energia creativa. Secondo me il cinema “di genere” è spesso un cinema d’autore. La distinzione che riesco a fare non è tra “di genere” e “autore” ma soltanto tra film belli e appassionanti e altri che non mi piacciono. I lavori dei Manetti spesso mi piacciono e mi appassionano! ”

Domanda un po’ campanilista. So che lei è stato diretto sul palcoscenico da Ninni Bruschetta e Massimo Romeo Piparo, due artisti messinesi molto stimati nel settore dello spettacolo (Bruschetta è anche un attore molto quotato in tv e al cinema). Ricordiamo le occasioni in cui avete lavorato assieme.

“Guarda, sulla Sicilia potrei scrivere un libro di poesie d’amore! Ho recitato a Siracusa, Tindari, Segesta, Catania, Messina, Palermo… E mi fermo qui, perché potrei riempirti di nomi. Una terra straordinaria con una grande passione per il teatro. Parlando di Ninni e Massimo, posso dirti che li ho conosciuti giovanissimi e che hanno fatto scelte professionali molto diverse. Con Ninni ho fatto uno spettacolo teatrale molto intimo e bello : I Carabinieri di Beniamo Joppolo mentre con Massimo ho fatto un musical su Billie Holiday con quella straordinaria artista che è Amii Stewart. Come vedi esperienze molto diverse: teatro off l’uno e grandi platee l’altro – il bello del mio lavoro!”

Noi di Luci della ribalta guardiamo al futuro ma anche al passato (non a caso su Deliradio stiamo facendo il revival Luci della ribalta Graffiti). Lei è stato uno dei protagonisti del telefilm di culto I ragazzi della 3a C e Classe di ferro (assieme a Giampiero Ingrassia). A suo avviso esiste qualche fiction di oggi che in qualche modo è erede di questi due titoli o sono state delle esperienze uniche?

Per amor di verità non ero un protagonista de “I ragazzi della 3° C”, ho preso parte soltanto alla seconda serie e, pur essendo presente in tutti gli episodi, ero protagonista di una sola puntata. In Classe di Ferro, esperienza durata più o meno tre anni, invece ero “Montini” e quella è stata davvero un qualcosa di intenso. Giampiero Ingrassia, Paolo Sassanelli, Rocco Papaleo e gli altri non erano colleghi, erano amici come si può essere amici soltanto da giovani. Classe di Ferro non è un film fatto ma una stagione della mia vita, quindi è difficile parlarne in due minuti. Posso dirti che ho imparato tantissimo, che ho riso per sei mesi di seguito e che il regista Bruno Corbucci era il più giovane e scatenato di tutti noi! Sulla possibilità di fare oggi fiction di questo tipo risponderei no. Il modo di produrre tv è molto cambiato. Credo che quella stagione sia finita, si producono cose anche migliori ma in un modo diverso, coerente con quello che è l’Italia di oggi.

Chiudiamo questa intervista con un ricordo di Nino Manfredi e Luigi Magni, coi quali ha lavorato nel film La carbonara del ‘99, penultimo lavoro del grande regista romano (scomparso lo scorso ottobre).

“Nino Manfredi l’ho incontrato sul set de Le Ragioni del Cuore, era un gigante. Uno dei grandissimi del cinema italiano. Ti mettevi seduto mentre girava le sue scene e stavi a sentirlo recitare, esattamente come a scuola! Gigi Magni era un gran signore con una profonda delicatezza ed educazione. Mi ricordo che ero andato per fare il provino e, invece di recitare la scena, ci mettemmo a parlare di storia risorgimentale. Il risultato fu che ebbi il ruolo!”

Reale tornerà sul palcoscenico dal 13 maggio prossimo riproponendo, assieme alla Compagnia il Carro dell’Orsa, Gli amici degli amici, al Teatro Due di Roma. Nello spettacolo, tratto dal racconto omonimo di Henry James, il nostro ospite interpreta il protagonista Bernard.

Per l’intervista si ringraziano Katya Marletta e MIA International Media Agency

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