Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Oscar 2015 – Stravince “Birdman”. Migliori protagonisti Julianne Moore ed Eddie Redmayne. L’Italia vince con Milena Canonero e i costumi di “Grand Budapest Hotel”.

Birdman è il vincitore assoluto di questa 87esima notte degli Oscar, presentata dall’attore Neil Patrick Harris. L’acclamata pellicola di Alejandro Gonzàlez Inarritu ha portato a casa le statuette per film, regista, sceneggiatura originale e fotografia, concludendo così una marcia trionfale iniziata a Venezia con il Leoncino d’oro di Agiscuola e un grande successo di pubblico e critica.

Nessun premio come attore protagonistaMichael Keaton, battuto da Eddie Redmayne con l’ interpretazione di Stephen Hawking, il celebre fisico affetto da SLA, ne La teoria del tutto. Una statuetta che consacra l’attore londinese come uno dei più giovani vincitori nella storia dell’Academy.

Il tema della malattia ritorna in Still Alice, con cui la superfavorita Julianne Moore, nei panni di una donna affetta da Alzheimer precoce, si è portata a casa il premio per la miglior attrice protagonista.

I riconoscimenti per i migliori non protagonisti sono invece andati a J.K. Simmons per Whiplash e Patricia Arquette per Boyhood, il film di Richard Linklater girato nell’arco di 15 anni. L’attrice, reduce dal successo televisivo di Medium, ha dedicato il premio alle donne. Abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri – ha dichiarato sul palco del Kodak Theater – E’ ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti”. Il discorso è stato accolto con un grande applauso, in primis da Meryl Streep e Jennifer Lopez che le hanno tributato una standing ovation.

Toccante anche il discorso di Graham Moore, miglior sceneggiatura non originale per il film su Turing The Imitation Game:“A 16 anni ho tentato di uccidermi perché mi sentivo diverso. Ora sono qui, anche per Alan Turing che non ha avuto la possibilità di salire su un palco come questo a far sentire la sua voce. Dico ai ragazzi come me: non vergognatevi di essere diversi e fate sentire la vostra voce, passate il messaggio perché a nessuna venga in mente di tentare il suicidio per la sua diversità.”

L’Italia si è portata a casa la statuetta per i costumi con Milena Canonero e il suo lavoro per Grand Budapest Hotel (premiato anche per le musiche di Alexandre Desplat), mentre la Disney ha fatto ambo con il miglior lungometraggio d’animazione Big Hero 6 (tratto dall’omonimo fumetto Marvel) e il corto Feast di Patrick Osbourne.

A Glory di John Legend e Common, colonna sonora di Selma – La strada per la libertà, è andato invece il premio per la Miglior canzone.

Nel consueto In Memoriam, dedicato agli artisti scomparsi durante l’anno, sono stati ricordati anche Robin Williams, Bob Hoskins e la nostra Virna Lisi. Nessun tributo, invece, al grande Francesco Rosi.

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