Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Addio a Gigi Angelillo, attore, doppiatore e indimenticabile voce di Zio Paperone e Alf.

Caro Gigi,

ci siamo visti solo quella volta al Teatro dell’Orologio, ma se ho scoperto questo mondo del doppiaggio, che amo tanto e che in 12 anni tanto mi ha dato, lo devo anche a te. Ricorderò sempre quel nostro incontro, la tua disponibilità, la tua grande signorilità, e soprattutto le emozioni che mi hai dato da bambino doppiando Alf e Zio Paperone. Emozioni che non dimenticherò mai, anche se adesso sento che una parte della mia infanzia non c’è più. E se ho realizzato il sogno di incontrarti e intervistarti lo devo a due persone speciali: Michele Kalamera e tua moglie
Ludovica.

Buon viaggio, ovunque porti la vita dopo la morte e augurandoci che questo oltre esista.

Marco Bonardelli

Gigi Angelillo è scomparso due giorni fa per cause non ancora chiarite e avrebbe compiuto 70 anni il 20 dicembre prossimo. Come raccontato ne Il teatro di Shakespeare e il doppiaggio da Gerardo Di Cola, Angelillo, pugliese di Gioia Del Colle, aveva debuttato col Teatro delle Dieci di Torino, dove si era trasferito da piccolo con la famiglia. Il debutto nel teatro romano avvenne grazie a Nando Gazzolo, che lo volle in Molto rumore per nulla. Nel 1978 aveva fondato la Società Teatrale L’Alberto, con l’attrice e doppiatrice Ludovica Modugno, compagna di lavoro e di vita fino alla fine.

Negli anni ’80 si era dedicato al doppiaggio con il Gruppo Trenta di Renato Izzo, per il quale aveva doppiato John Candy in “Splash – Una sirena a Manatthan”, Ronald Lacey in “Yado” e Wallace Shawn in “Scene di lotta di classe a Beverly Hills” e, soprattutto, l’alieno Alf – protagonista di due produzioni televisive – e Paperon De Paperoni nella serie animata “Duck Tales”, nel film “Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta” e nel ridoppiaggio de “Il Canto di Natale di Topolino” del 1990.

Per “Alf” aveva vinto il premio come Miglior voce caratterista per la televisione al Festival del doppiaggio Voci nell’Ombra del 2001, riconoscimento che si era aggiunto al Premio IDI 1990 come miglior attore – per lo spettacolo “Il Caffè del Signor Proust” – e al Biglietto d’oro dell’Agis nel ‘91.

Diradando l’attività di doppiatore per dedicarsi maggiormente al teatro, tra il 2001 e il 2009 aveva recitato anche al cinema per registi del calibro di Paolo Modugno in “Territori d’ombra” e “L’ospite segreto”, Ferzan Ozpetek in “Cuore sacro”, Paolo Sorrentino ne “L’amico di famiglia” e, ancor prima, Michele Placido in “Romanzo Criminale” – nella parte del malavitoso Zio Carlo – e “Il grande sogno”.

Nel film “Mio cognato” di Alessandro Piva, interpretato al fianco di Sergio Rubini, Angelillo aveva ripreso il suo dialetto. Prima di questi lavori le sue uniche apparizioni al cinema era state “Il pavone nero” di Osvaldo Civiranei, “Libera, amore mio” di Mauro Bolognini –  al fianco di Claudia Cardinale, Adolfo Celi e Philippe Leroy – e “Giovanni Falcone” di Giuseppe Ferrara, dove ha interpretato Ignazio Salvo.

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