Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

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Enzo Jannacci e Franco Califano

 

Oggi Milano e Roma danno l’ultimo saluto a due grandi della musica italiana: Enzo Jannacci e Franco Califano,  scomparsi a un giorno di distanza l’uno dall’altro ed entrambi malati da tempo.

Milanese di origini pugliesi il primo,  77 anni, ha avuto due grandi passioni passioni: la musica e la medicina, alla quale si è dedicato specialmente durante un periodo buio della carriera artistica. Jannacci era infatti cardiologo e aveva lavorato nell’equipe di Christian Barnard. Artista ironico, ha regalato alla musica italiana brani come Ho visto un re (scritta da Dario Fo), Messico e nuvole (scritta con Paolo Conte),  ‘El purtava i scarp del tennis, Vincenzina e la fabbrica, Ci vuole orecchio e, soprattutto, Vengo anch’io….no tu no, manifesto della sua inconfondibile vena surreale. Tra le tante canzoni del suo repertorio ricordiamo anche Veronica, scritta con Sandro Ciotti, e Quelli che…, diventata sigla dell’omonima trasmissione Rai iniziata da Fabio Fazio nel 1993.

Proprio Fazio aveva dedicato a Jannacci, nel 2011, una serata omaggio di Che tempo che fa.  Nel 1998 aveva partecipato a Sanremo con Quando un musicista ride. Nel 2000 scrive la sigla di Nebbia in Val Padana, cantata dagli amici Cochi e Renato, protagonisti dell’omonima fiction. Per loro aveva già scritto, nel 1974, E la vita la vita, da lui reincisa nel 1997 con Claudio Baglioni nel disco Anime in gioco (spin-off del programma Anima mia).

Califano, romano di origini campane, era nato nel 1937 su un volo per Tripoli, all’epoca colonia italiana.  Personaggio dalla vita assaporata fino all’ultimo, piena di conquiste e problemi con la giustizia, Er Califfo, com’era soprannominato, è stato autore di brani ancora oggi celebrati e amati come Ornella Vanoni (La musica è finita, scritta con Bindi e Nisa, e Una ragione di più, con musica di Reitano), Minuetto per Mia Martini (musica di Dario Baldan Bembo) e Bruno Martino (E la chiamano estate). Peppino Di Capri scrive con lui  Un grande amore e niente più, vincitrice del Festival di Sanremo 1973.  Dalla sua voce, invece, Califano regala alla musica italiana, oltre a Tutto il resto è noia, Fijo mio (scritta con Amedeo Minghi), La mia libertà e Io nun piango, dedicata all’amico Piero Ciampi. Con Io per le strade di quartiere partecipa a Sanremo nel 1988.  Il suo carattere rude ed estroso e i recital in cui declamava le sue poesie lo hanno reso oggetto di divertenti imitazioni da parte di comici come Gianfranco Butinar, Max Tortora e, soprattutto, Fiorello. La sua ultima apparizione televisiva risale al 15 ottobre scorso a Domenica In – Così è la vita. Solo il 18 marzo scorso aveva tenuto un concerto al Teatro Sistina di Roma.

 

Fotomontaggio tratto da Il Sole 24 ore

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Speciale Sanremo 2013 su “Notizie in…Controluce”

Gianluca Pistoia - Speciale Sanremo 2013                                                           Speciale Sanremo 2013

Disegno di Gianluca Pistoia, Roma

Lucio Dalla (4 marzo 1943-1 marzo 2012)

Oggi sarebbe stato il sessantanovesimo compleanno di Lucio Dalla. Un destino beffardo l’ha portato via, con un infarto, a soli tre giorni da questo lieto evento. Il 4 marzo 1943, sua data di nascita, era anche il titolo di quella che forse è la sua canzone più conosciuta e amata assieme a Caruso. Il cantautore bolognese si è spento in un albergo di Montreuax, in Svizzera, dove stava tenendo una tournèe. Proprio oggi si sono svolti i funerali nella Chiesa di San Petronio, nella sua città, dov’era conosciuto e amato da tutti coloro che avevano la fortuna di incontrarlo.

GLI INIZI – Innamoratosi della musica a 13 anni, quando sua madre gli regalò un clarinetto, Dalla iniziò la carriera musicale nelle orchestrine locali della sua città. A 16 anni fu membro nella Rheno Dixieland Band del futuro regista Pupi Avati. Alla fine del ‘62 entrò a far parte de I Flippers, il gruppo che accompagnava Edoardo Vianello. Nel 1963, mentre partecipa col complesso al Cantagiro, incontra Gino Paoli, che lo persuade a intraprendere la carriera da solista. Alla manifestazione, il giovane Lucio ci tornerà l’anno successivo proprio con un pezzo scritto dal cantautore di Monfalcone, Lei, che si classifica all’ultimo posto e non ottiene il successo di vendite sperato. Vittima di un pubblico molto poco educato, che arriva a contestarlo sul palco a suon di fischi e pomodori, Dalla, in una puntata di “Roxy Bar”, dirà, ricordando questo esordio poco fortunato: “Non vendemmo niente. Arrivai ultimo al Cantagiro e la gente cominciò a pensare che io fossi un pazzo”.

Nello 1966 fonda il gruppo Gli Idoli e incide il suo primo album, 1999, trainato dal successo dei singoli Quando ero soldato e Paf…bum, presentata al Festival di Sanremo in coppia con gli Yardbirds orfani di Eric Clapton. Torna al Festival l’anno successivo con Bisogna saper perdere , in coppia con i Rokes. Il 1967 è l’anno del suicidio di Tenco, che aveva scritto per lui uno dei brani del disco precedente (Mondo di uomini. Dalla. I due arrivano a Sanremo assieme e alloggiano all’Hotel Savoy in due camere vicine. Nel cuore della notte, Lucio sarà svegliato e avvisato del suicidio dell’amico e collega, e l’esperienza lo sconvolgerà facendolo soffrire di insonnia per un mese. Nel ’69 incide Fumetto, sigla del cartone animato Gli eroi di cartone, trasmesso del mitico contenitore Rai La TV dei ragazzi. Alla fine del decennio inizia l’amicizia e la collaborazione artistica con Ron (al secolo Rosalino Cellamare) e il concittadino Gianni Moranti. Occhi di ragazza è un brano che li accomuna. Essa viene infatti scritta da Lucio e presentata dal giovanissimo Cellamare alle selezioni per Sanremo, senza essere ammessa alla kermesse canora. Il ragazzo di Monghidoro la reinciderà facendone uno dei suoi più grandi successi, così come lo stesso Lucio nel suo secondo album Terra di Gabiola, al quale Ron collabora nella stesura dei brani.

GLI ANNI ’70: LA SVOLTA E L’INIZIO DEL GRANDE SUCCESSO – Al Festival del ’71, Lucio presenta 4 marzo 1943. Scritto dalla poetessa Paola Pallottino su musica dello stesso Dalla, il brano – presentato in coppia con l’Equipe 84 – si piazza al terzo posto della classifica finale della manifestazione e ottiene un grande successo di vendite, regalando a Lucio il tanto sospirato successo. Prima di essere ammessa, la canzone viene modificata dallo stesso cantautore su richiesta della Rai, che trova inadeguato tanto il titolo originale (Gesù Bambino, giudicato blasfemo) quanto l’argomento, ovvero la storia di una ragazza madre il cui figlio era nato da un flirt con un soldato alleato. Celebre soprattutto la censura del finale: e ancora adesso mentre bestemmio e bevo vino, per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino cambiato in e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamò Gesù Bambino. Come raccontò Sergio Bardotti in una puntata di Speciale Pop dedicata alle censure musicali, Dalla modificò il testo perché timoroso di ripercussioni. E’ proprio Bardotti, assieme a Gianfranco Baldazzi, a mettere le parole su una composizione di Lucio e di Ron che diventerà Piazza grande, presentata al Festival l’anno successivo, col giovane cantautore che accompagnerà Dalla sul palco come chitarrista.

Dopo queste parentesi sanremesi, Lucio inizia la collaborazione col poeta Roberto Roversi, il cui frutto sono l’album sperimentale Il giorno aveva cinque teste (molto sperimentale), l’impegnato Anidride Solforosa e Automobili, derivato dallo spettacolo Il principio dell’automobile e altre cose e trainato dal singolo Nuvolari. La title-track del secondo disco sarà incisa anni dopo con l’attrice e cantautrice Angela Baraldi e con l’amico Francesco De Gregari. Nel 1974, i due tengono una serie di concerti con Antonello Venditti e Maria Monti, la cui tappa bolognese sarà registrata e inserita nel live Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo). Dopo aver scritto per il cantautore romano le musiche di Pablo e Giovane esploratore Tobia, Dalla inciderà con lui il 45 giri Ma come fanno i marinai e i due, accompagnati dagli Stadio, intraprenderanno l’avventura del tour Banana Republic, che prende il titolo dall’omonimo brano, cover a due voci di un pezzo straniero. E’ il 1979, anno in cui Lucio incide il suo disco omonimo, contenente Anna e Marco, L’anno che verrà e L’ultima luna. I testi sono interamente scritti da lui, come quelli del precedente Com’è profondo il mare/, trainato dalla delicatezza della title-track e dalla malizia di Disperato erotico stomp. Con questi due album il cantautore bolognese aveva vinto, come ha dichiarato anni dopo Bardotti, una sua pigrizia nello scrivere anche le liriche delle sue canzoni.

ANNI ’80 – LA DALLAMANIA E CARUSO – Gli anni ’80 sono il periodo della Dallamania, come la definì dieci anni fa Carlo Verdone negli extra del dvd di Borotalco (1982), ritratto generazionale con protagonista lo stesso Verdone ed Eleonora Giorgi nella parte di una grande fan del cantautore. Il film contiene alcune delle ultime composizioni di Lucio e le musiche di Fabio Liberatori, all’epoca tastierista degli Stadio,che regalano al film Grande figlio di puttana e Chi te l’ha detto. All’inizio del decennio, Dalla pubblica il suo secondo disco omonimo, l’album di FuturaCara e Balla balla ballerino. A quest’ultimo fanno seguito 1983, Q-disc, Viaggi organizzati (realizzato con Mauro Malavasi e contenente Tutta la vita) e Bugie, trainato dal successo di Se io fossi un angelo e Chissà se lo sai (scritta con Ron). Ma gli anni ’80 sono soprattutto gli anni del disco DallaMorandi, in cui Lucio canta con l’amico di sempre Vita (scritta da Mogol e Mario Lavezzi), e di Caruso, il brano dedicato al grande tenore che sarà un grande successo internazionale, inciso da artisti come Murolo e Pavarotti, col quale eseguirà il brano durante la prima edizione del Pavarotti & friends nel 1992. Sentire il brano cantato dal grande tenore modenese era il sogno di Sophia Loren, confidato dall’attrice al cantautore durante la lavorazione della miniserie televisiva che la vedeva protagonista, Mamma Lucia, della quale Dalla aveva curato le musiche. Caruso è l’unico inedito di DallAmeriCaruso (1986), live registrato negli Stati Uniti assieme agi amici Stadio.

ANNI ’90: ATTENTI AL LUPO, CANZONE E CIAO – Dopo il tour con Morandi,  Dalla pubblica nel 1990 il disco Cambio, lanciato dal singolo Attenti al lupo, un altro brano che vede la firma di Ron. Dalla serie di concerti successiva a questo ultimo lavoro viene tratto Amen, contenete l’omonimo singolo e Il mostro, scritto e cantato da Samuele Bersani. Il giovane cantautore di Cattolica si presenta a Lucio in una data del tour a San Benedetto Del Tronto ed egli gli dà la possibilità di eseguire il brano durante i concerti. Dopo Amen, Bersani entrerà a far parte della casa discografica di Lucio, la Pressing, con la quale inciderà il suo primo album C’hanno preso tutto.

Dopo Henna, album intimista che vede la partecipazione di Tosca e Marcello Mastroianni, i due torneranno a collaborare assieme per l’hit Canzone, forse il più grande successo di Lucio del decennio, traino per l’album Canzoni, che contiene anche Ayrton, dedicata al grande pilota brasiliano, e Tu non mi basti mai. Gli anni ’90 si chiudono con l’album Ciao (singoli la title-track, Non vergognarsi mai e Io tra un’ora sono lì), altro grande successo, e con un concerto in Calabria condotto da Lino Banfi e con ospiti Mango, Franco Battiato e Lou Bega, trasmesso da Raiuno. In questa occasione Lucio si fa accompagnare dalla sua band e dall’Orchestra Scarlatti di Napoli diretta dal suo tastierista Beppe d’Onghia. Sempre nel ’99 è co-autore del programma di Raduno C’era un ragazzo, condotto dall’amico Gianni Morandi,e l’Università di Bologna gli conferisce la laurea honoris causa in Lettere e Filosofia (Discipline delle arti e dello spettacolo).

GLI ULTIMI ANNI: IL RITORNO IN TV, TOSCA E IL NUOVO TOUR CON DE GREGORI – Nel 2001, anno in cui fonda My-tv (prima web tv italiana), esce Luna Matana, lanciato dal singolo Siciliano, che vede un breve cameo vocale di Carmen Consoli. Nel disco torna anche uno degli amici di sempre, Ron, nel brano Agnese Dellecocomere, omaggio all’omonimo locale bolognese. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2002, Dalla torna in tv con il varietà di Raiuno La bella e la bestia, affiancato da Sabrina Ferilli, che in una puntata vede la partecipazione di Carlo Verdone ed Eleonora Giorgi, che riprendono dopo vent’anni i loro personaggi di Borotalco e cantano con Lucio e la sua orchestra L’ultima luna, con Verdone alla batteria. Nello stesso periodo esce Zingaro, il secondo singolo tratto da Luna Matana, cantato in coppia con il chitarrista e cantante francese Joseph Fargier. Sempre nel 2002, l’Università di Urbino gli affida la cattedra di Tecniche e linguaggi pubblicitari.

L’anno successivo, Dalla, da sempre appassionato di opera lirica, realizza Tosca – Amore disperato, rifacimento della celeberrima opera pucciniana che debutta al Gran Teatro di Roma. Il brano omonimo è cantato dallo stesso Lucio con Mina e, nel corso dello spettacolo, da Iskra Menarini, vocalist del cantautore bolognese. Lucio le farà da padrino nella sezione Novità del Festival di Sanremo 2009. Quell’anno la Mennarini porta sul palco dell’Ariston il brano Quasi amore, scritto dallo stesso Dalla con Roberto Costa. Nel 2008 dirige a teatro Angela Baraldi e Peppe Servillo ne L’opera del Mendicante di John Grey.

All’inizio del 2010, a trent’anni da Banana Republic, Lucio e l’amico Francesco De Gregari tengono un concerto al Vox Club di Nonatola, che fa da preludio a una serie di concerti tenuti nel mese di maggio a Roma e Milano e a una lunga tournée, registrata nell’album Work in Progress. Il disco contiene anche i due inediti Non basta saper cantare e Solo un gigolò.

L’ULTIMA AVVENTURA A SANREMO – Quattro giorni dopo aver omaggiato il compositore Matteo Salvatore nello spettacolo Il bene mio, al Petruzzelli di Bari, il 14 febbraio 2011 Lucio torna al Festival di Sanremo a tre anni dall’esibizione con la Menarini. Restio, negli anni passati, ad avere a che fare con la kermesse canora (nel 2003, quando gli fu chiesto se ne avrebbe mai assunto la direzione artistica, rispose ”non ci penso neanche”), viene convinto dall’amico Morandi, padrone di casa di quest’ultima edizione, a portare sul palco dell’Ariston la canzone Nanì, scritta con l’ex concorrente di Amici Pierdavide Carone e cantata dal giovane cantautore. Lucio accetta di accompagnare Carone sul palco nelle vesti di direttore d’orchestra e vocalist.

Egli è inoltre produttore del disco che contiene il brano: Nanì e altre storie. Nella serata dedicata alle canzoni italiane del mondo, i due interpretano, con il cantante danese Mads Langer, Anema e core, che Lucio aveva interpretato proprio al Petruzzelli nell’omaggio a Salvatore. E’ l’ultima avventura prima della fine.

DALLA IN CINEMA, TV E PUBBLICITA’ – Quand’era membro dei Flippers, il cantautore è stato protagonista di un divertente Carosello per le camicie Dinamic.
Nel corso della sua carriera, è stato anche attore in un paio di film, tra i quali ricordiamo I sovversivi dei fratelli Taviani, il musicarello Little Rita nel far west di Ferdinando Baldi (al fianco di Rita Pavone), Franco e Ciccio e le vedove allegre di Marino Girolami e La marzurka del barone, della santa e del fico fiorone, primo successo di pubblico di Avati. Per l’ex compagno di viaggio Avati realizzerà, nel 2009, le musiche de Gli amici del bar Margherita. Con Malavasi realizza partiture e tema guida, cantato da Giancarlo Giannini (con un breve cameo dello stesso Lucio), del film I Picari di Mario Monicelli.

Nel 2003 cura invece la colonna sonora del film Prima dammi un bacio di Ambrogio LoGiudice. Il brano omonimo vince il Nastro d’argento 2004 per la miglior canzone. Il regista lo vorrà nelle vesti di attore nella fiction Artemisia Sanchez del 2008, nel ruolo del Vescovo Falvetti.

Nel 1993 la Fondazione Pubblicità Progresso utilizza Latin Lover, canzone di Henna, negli spot della sua campagna a tutela dei malati. Dieci anni dopo, l’associazione che ha portato in Italia la comunicazione sociale lo vorrà come testimonial di E allora?, la campagna contro i pregiudizi verso i disabili per la quale Lucio inciderà il brano Per sempre presente. La versione ridotta del videoclip farà da spot all’iniziativa. Il sito della Fondazione lo sta salutando in queste ore.