Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

Archivi delle etichette: doppiatori

“Luci della ribalta” e “2 ore con Luxor” ricordano Vittorio De Angelis. Oggi su Deliradio dalle 14 alle 16.

Oggi pomeriggio, su Deliradio, Luci della ribalta e 2 ore con Luxor ricorderanno il doppiatore Vittorio De Angelis, voce di Matt Le Blanc-Joey di Friends e di altri attori e personaggi,  con spezzoni audio dai suoi doppiaggi e le testimonianze di due suoi amici e colleghi: Barbara De Bortoli e Simone Mori, che hanno condiviso con lui anni di vita e di lavoro, oltre alla grande esperienza di “Friends”.

Membro di una delle più antiche dinastie di attori doppiatori (il nonno Gualtiero era la storica voce di James Stewart), De Angelis si è spento l’11 giugno scorso a causa di un infarto.

In questo nostro appuntamento spazio anche al cinema in Sicilia con il Taormina Film Fest e i Nastri d’argento, all’Oscar del Vino condotto da Andrea Delogu e al ritorno di Marco Baldini con la pubblicità di un caffè. Per la fiction parleremo di Non uccidere, produzione Rai con Miriam Leone le cui riprese sono attualmente in corso a Torino.

Vi aspettiamo oggi su Deliradio dalle 14 alle 16 in compagnia del conducador Gianluca Pistoia e di un ospite a sorpresa.

Annunci

Addio a Silvio Spaccesi, indimenticabile voce di Yoda nella saga di “Guerre Stellari”

Il mondo del doppiaggio piange Silvio Spaccesi. Il grande attore doppiatore si è spento ieri nella sua casa romana all’età di 79 anni.

Nato a Macerata, era conosciuto dagli appassionati del settore per aver dato voce al Maestro Yoda ne L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Una caratterizzazione indimenticabile come altre che Spaccesi ha regalato nel corso della sua lunga carriera nello spettacolo e nel doppiaggio.

L’attore ha doppiato tra gli altri Gene Hackman in Frankenstein Junior, Jack Warden in Il verdetto e Giallo in Casa Muppet,  John Goodman in Arizona Junior, Charles Durning in Essere o non essere e Tutti a Hollywood coi Muppet, Warren Oates in Stripes – Un plotone di svitati e Pat Hingle, nei panni del Commissario Gordon, nel Batman di Tim Burton.

Nel settore dell’animazione è stato la voce di Orville ne Le avventure di Bianca e Bernie e Carlone di Tom & Jerry – Il film.

Attivo anche nelle vesti di comico e insegnante di recitazione, in teatro si era fatto apprezzare soprattutto in Forza Venite Gente nel ruolo del padre di San Francesco d’Assisi. Il suo ruolo più noto al cinema è stato quello del controllore  del treno che dà la caccia a Nino Manfredi – suo amico nella vita – in Cafè Express. Tra i suoi allievi l’attrice Samantha Michela Capitoni, che ci aveva parlato del loro rapporto durante una nostra intervista.

Al momento della morte, Spaccesi, come si legge sul sito Cronache Maceratesi, stava progettando di riportare nella sua città il cinema e l’illustre tradizione del cabaret col corso “Macerata ridens”, che gli sarà intitolata, così come un’associazione culturale che presto debutterà nel capoluogo di provincia marchigiano.

Gerardo Di Cola, Mino Caprio e Riccardo Rossi ospiti a “Luci della ribalta”. Oggi pomeriggio alle 14:00, su Deliradio, all’interno di “2 ore con Luxor”.


Torna oggi su Deliradio, dalle ore 14:00 alle 16:00, l’appuntamento di Luci della ribalta all’interno di 2 ore con Luxor.

Ospiti  di oggi, in due interventi registrati, saranno  il Prof.Gerardo Di Cola e l’attore doppiatore Mino Caprio, che ci parlano de Il teatro di Shakespeare e il doppiaggio, ultima fatica dello storico del doppiaggio pescarese. Di Cola presenterà questo suo ultimo lavoro oggi pomeriggio alla FUIS di Roma (Piazza Augusto Imperatore,4 – ore 17:30) assieme all’attore doppiatore Pino Colizzi e al giornalista Alberto Castellano.

Continueremo a parlare di grandi voci con Riccardo Rossi, che ci ricorderà i suoi doppiaggi nei cartoni animati degli anni ’70 e ’80. Durante l’intervista anche un ricordo del grande Sergio Fiorentini.

Torna anche la parte news del nostro spazio con il malcontento per i mancati premi all’Italia a Cannes, il Premio Tv 2015, la fiction di Canale 5 Squadra mobile e gli ultimi spot Vodafone e Tim.

Vi aspettiamo oggi pomeriggio su Deliradio dalle 14:00 alle 16:00, in compagnia del conducador Gianluca Pistoia e dell’opinionista della giornata Luca Sordoni.

Oggi su Deliradio “Luci della ribalta” e “2 ore con Luxor” ricordano Fabrizio Casadio con Clini, Ciravolo e Quillico. Si parlerà anche di doppiaggio e letteratura con Simonetta Caminiti e Domitilla D’Amico. 

Tributo a Casadio e libro Simonetta

Luci della ribalta continua il tributo a Fabrizio Casadio nella puntata di oggi di 2 ore con Luxor, con le testimonianze di tre amici e colleghi del grande speaker e doppiatore scomparso domenica scorsa: Marco Clini, Natale Ciravolo e Gianni Quillico. Un nostro tributo all’indimenticabile voce di tante pubblicità e speaker di Italia 1 dalla fine degli anni ’70 ai 90. Sul canale di Mediaset, Casadio era anche il doppiatore del mitico Zio Tibia, il pupazzo conduttore del primo contenitore televisivo dedicato al cinema horror, trasmesso tra il 1989 e il 1990.

Ma nella settimana del Salone del Libro di Torino, parleremo anche del binomio letteratura e doppiaggio con la giornalista e scrittrice Simonetta Caminiti de Il Giornale, autrice de L’amore secondo Eva, e l’attrice doppiatrice Domitilla D’Amico, che ha prestato la sua voce al booktrailer del romanzo. Il libro e’ stato presentato giovedì scorso alla Libreria del Viaggiatore di Roma con la D’Amico e la giornalista e scrittrice Ester Palma del Corriere della Sera, co-sceneggiatrice della web serie sul doppiaggio Fuori Sinc.

Ci sarà anche una breve finestra su Matteo Garrone a Cannes e il nuovo giudice di X-Factor: Skin.

Vi aspettiamo questo pomeriggio su Deliradio in compagnia del conducador Gianluca Pistoia e dell’opinionista della giornata Luca Sordoni.

L’intervista di “Luci della ribalta” a Mario Acampa, a teatro nel ricordo di Gianni Williams.

In attesa del superospite di domani a Luci della ribalta Graffiti, proponiamo in versione integrale la nostra intervista a Mario Acampa, attore, conduttore televisivo e volto della pubblicità Coca Cola Zero, prossimamente in Fuoriclasse 3 e, fino al 28 febbraio, al Teatro Gioiello di Torino  con Forbici Follia. Questa versione del celebre spettacolo è un tributo al grande regista e attore doppiatore Gianni Williams,  di cui il nostro ospite, interprete nella sua rappresentazione del testo americano, ci dà un commosso ricordo.

Buon ascolto.

Torna il Gran Galà del Doppiaggio Romics, oggi pomeriggio alla Nuova Fiera di Roma. Premi alla carriera a Manlio De Angelis e Lorenza Biella. A Rodolfo Bianchi e Davide Albano i premi dedicati a Ferruccio Amendola e Andrea Quartana.

Dopo due anni di assenza, torna il Gran Galà del Doppiaggio Romics DD, che si terrà oggi pomeriggio alle ore 18:00 nella Sala Grandi Eventi e Proiezioni della Nuova Fiera di Roma.

Il premio, giunto all’undicesima edizione, si tiene dal 2002 all’interno dell’omonima fiera del fumetto e dell’animazione e anche quest’anno assegnerà i premi alle voci maschili e femminili dell’anno (sia per il cinema e la tv che per i cartoni animati) e ai migliori doppiaggi di film, telefilm e lungometraggi d’animazione.

A decretare i vincitori saranno il pubblico, che ha votato fino alla settimana scorsa sul sito ufficiale della manifestazione, e una giuria di otto professionisti formata da doppiatori del calibro di Carlo Valli, Fabrizio Pucci, Monica Ward, Rossella Acerbo, Fabrizia Castagnoli, Massimiliano Alto, Roberto Draghetti e Paola Majano.

Nel corso dell’evento saranno assegnati i premi alla carriera a Manlio De Angelis e Lorenza Biella; il Premio Ferruccio Amendola, che quest’anno va a Rodolfo Bianchi e il Premio Andrea Quartana per la voce emergente, assegnato a Davide Albano.

L’evento sarà condotto dalla doppiatrice Perla Liberatori con il doppiatore Stefano Brusa e con Mirko Fabbreschi, leader della band Raggi Fotonici.

Per sapere come arrivare alla fiera consultate il sito ufficiale della manifestazione.

Fonte e logo: Romics

Cinema – Festival Internazionale del Film di Roma. “Her” di Spike Jonze: la faccia più drammatica del regista di “Essere John Malkovich”. Dove la voce è (quasi) tutto.

Roma 2013 - Her - Recensione in Anteprima

E’ uno dei film di cui si è parlato di più durante l’ottavo Festival Internazionale del Film di Roma in corso in questi giorni nella capitale (ne abbiamo parlato durante la scorsa puntata di 2 ore con Luxor). Sicuramente si preannuncia un film molto particolare Her di Spike Jonze, come tutti i film del regista (Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee e Il paese delle creatura selvaggie), sorretto però da intimismo e amarezza.

E’ infatti la storia di un uomo dalla vita solitaria (un imbruttito Joaquin Phoenix) che, in un futuro non troppo lontano, si innamora di Samantha, un sistema computerizzato in grado di relazionarsi con l’utente, che ha la calda voce di Scarlett Johansson; quella stessa voce che chi è poco abituato a vedere i film in originale ha ascoltato negli ultimi spot del profumo The One di Dolce & Gabbana (nei primi la Johansson aveva la voce di Ilaria Stagni, sua doppiatrice nei film che l’attrice americana ha interpretato per Woody Allen).

Un film quindi dove, oltre all’amarezza, c’è anche la peculiarità della voce che è protagonista e motore di tutto ciò che vive il protagonista, quindi sicuramente una sfida interessante per chi curerà l’edizione italiana del film e presterà voce alla Johansson in questa occasione (ricordiamo gli ottimi doppiaggi di attrici del calibro di Perla Liberatori, Domitilla D’Amico e la stessa Ilaria Stagni, ma non solo loro). Un toto voci lo ha ironicamente aperto Marco Liorni durante l’ottimo Roma Daily su Rai Movie.

Doppiaggio – Addio a Luciano Melani. Doppiò Jack Nicholson in “Easy Rider” e “Cinque pezzi facili”.

E’ morto ieri a Roma l’attore doppiatore Luciano Melani. La notizia è stata data dall’attrice doppiatrice Emanuela D’Amico sul suo profilo Facebook. Al momento le cause del decesso sono sconosciute. 

Nato a Pistoia, aveva compiuto 85 anni il 3 marzo scorso e nel corso della sua carriera aveva prestato voce ad attori del calibro di Jack Nicholson in Easy Rider, Cinque pezzi facili e L’ultimo corvée; Michael Caine in L’uomo che volle farsi re, Amori e ripicche e Blood & Wine, Clint Eastwood> in Dove osano le quaglie e George Segal in film come Chi ha paura di Virginia Woolf?. Sua era inoltre la voce di un giovane Anthony Hopkins in Audrey Rose e del personaggio di Darrin Stephens, interpretato prima da Dick York e poi da Dick Sargent in Vita da strega.

Per la Disney aveva doppiato il narratore di Biancaneve e i sette nani nel ridoppiaggio del 1972 e Fa-Zhou in Mulan. Tra i suoi ultimi lavori il doppiaggio di Christopher Plummer in Insider – Dietro la verità, con Giancarlo Giannini e Massimo Corvo voci di Al Pacino e Russell Crowe. Fu inoltre uno dei fondatori della CVD, una delle più importanti società di doppiaggio italiane.

Melani ha inoltre lavorato in televisione per Anton Giulio Majano ne L’alfiere e …E le stelle stanno a guardare e Salvatore Nocita in Ligabue.

Doppiaggio e musica – Intervista a Christian Iansante, doppiatore e ideatore di “Voci per Valerio”, l’omaggio del mondo del doppiaggio e della radio a Valerio Negrini, il quinto Pooh.

Pooh Box, il cofanetto celebrativo dei Pooh record di vendite, è un sentito omaggio a Valerio Negrini, il paroliere e fondatore del gruppo scomparso nel gennaio scorso; un tributo che sicuramente ha una delle sue carte vincenti nel doppio cd Voci per Valerio: ventisette brani letti da grandi nomi e talenti emergenti del doppiaggio e della radio italiana, da Giuppy Izzo a Luca Ward, da Francesco Vairano ad Angelo Maggi, da Chiara Colizzi a Niseem Onorato, da Elia Iezzi a Federica Elmi, da Michele Kalamera a Roberto Pedicini, fino all’ideatore di questa iniziativa, Christian Iansante, da sempre fan del gruppo. Iansante, che ha prestato voce ad attori come Ewan McGregor in Trainspotting e Josephn Fiennes in Shakespeare in love (ma non solo), ci ha raccontato come è nato questo progetto.

Pooh Box - Voci per Valerio

“In realtà non è nato come tributo a lui ma come regalo ai Pooh, che volevo fare loro dopo la gioia di aver aperto il loro concerto di Opera seconda nei più grandi teatri italiani attraverso una mia precisa richiesta, che all’inizio non era neanche quella. – ci dice –  Io volevo fargli lo spot pubblicitario del disco. Avevo scritto a Danilo Ballo, essendo stato un loro fan. Dopo aver doppiato tantissimi attori importanti a Roma, mi era rimasto questo cruccio di fare qualcosa per i Pooh. Naturalmente mi sono proposto gratuitamente decidendo di fare loro questo regalo. In realtà poi, quando gli ho mandato il demo, Red Canzian, sentendo la mia voce, ha detto “no, non voglio sprecare questa voce per 15 giorni di spot alla radio. Gli facciamo fare qualcosa di più importante”. Lì ho capito che si trattava di una registrazione che avrebbero portato live, infatti il concerto si apre ancora con la mia voce con in sottofondo l’orchestra che suona. Dopodichè, quando io e loro ci siamo incontrati a Pescara – andando a pranzo assieme a degli amici che mai si sarebbero mai sognati nella vita di poter pranzare con loro – mi è venuto in mente tornando a casa che, come regalo, avrei voluto fargli, essendo io uno che recita, dei pezzi recitati e ne avevo scelti dieci, sette di Negrini e tre di Stefano D’Orazio. E’ successo però che non ho fatto in tempo a pensare questo regalo che un mese-due giorni dopo è morto Valerio. Allora in quel momento ho riflettuto e ho deciso che questo regalo doveva diventare un tributo a lui.

Naturalmente ho escluso i testi di D’Orazio e non ne ho registrati soltanto dieci, ma ne ho fatti quindici. Arrivati a quindici però c’erano troppe canzoni che volevo mettere e che secondo me mancavano, così sono andato arrivando a ventisei, ovvero ventisei più un brano che ho scritto io (Ciao Valerio), pezzo che è un saluto a lui, quello che avrei voluto dirgli se fosse stato ancora in vita. Per quel brano ho scelto delle donne perché, essendo un disco al novanta per cento maschile, mi sembrava giusto far parlare delle donne e dove ho potuto le ho inserito.

Il brano Fai col cuore (recitato da Maria Pia Di Meo), è stata una precisa richiesta di Facchinetti, che ha detto “voglio che Maria Pia mi reciti questo testo, perché secondo me è un testo che aiuta in questo momento di difficoltà”. Siamo così arrivati a ventotto brani, in totale un’ora e quaranta di roba. Nel disco ci sono brani che funzionano di più, altri meno, ma al suo interno ho voluto appositamente creare delle situazioni più leggere altrimenti sarebbe diventato un lavoro troppo pesante, con troppo pianto dall’inizio alla fine. Ci sono per esempio brani come Frontiere, con una base musicale suonato da Phil Mar col suo amico Andrea Lombardini, che ha riproposto in chiave più swingata questo pezzo dell’lp di Red di tanti anni fa. Nel disco ci sono anche suoni visti e rivisti, come nel caso di Parsifal o di Lindbergh, dove ho escluso le voci dei Pooh e lasciato l’orchestrazione di sessanta elementi, quindi anche dal punto di vista musicale questa operazione è stata molto curata. Successivamente c’è stato tutto il lavoro per inserire i cavalli, il vento, l’acqua e tutti quegli altri suoni che sentiamo nei brani come se fossimo in un film. Io credo che nessuno abbia fatto un’operazione del genere al mondo, dico sempre che se cinquanta attori avessero recitato i Beatles lo avremmo saputo. Io non ho realizzato il disco per questo, anche se abbiamo riflettuto su questo aspetto perché nessuno credo abbia mai trasformato delle canzoni non tanto in poesie recitate ma in film con voci del cinema.”

Come in un radiodramma quindi.

“Esatto, come in un radiodramma. Per esempio Inca sembra un radiodramma degli anni Sessanta, dove ho scelto la voce di Clint Eastwood (Michele Kalamera, ndr)I piuttosto che in altri brani la voce di Brad Pitt (Sandro Acerbo), Sean Penn (Massimo Rossi), Mario Cordova che è Richard Gere… Tutte queste voci per molti sono legate alle facce degli attori, è come se Richard Gere recitasse in Ali per guardare, occhi per volare. Con Mario abbiamo fatto una cosa carina, divertente e anche unica, quindi di questo sono contento e orgoglioso.

Mi è costato tanto dal punto di vista delle ore di lavoro ed anche economicamente, ma l’ho voluta fare perché nella vita non bisogna sempre pensare a guadagnare, a volte le soddisfazioni sono più importanti e spesso te le devi pagare. Due euro del prezzo del disco saranno devoluti ai bambini haitiani attraverso un’associazione con la quale Valerio collaborava da tantissimi anni e l’idea di destinare questi proventi è stata una richiesta della moglie Paola. Con i soldi del disco questi bambini faranno un  Natale migliore e di questo sono molto felice, avendoglieli mandati io. Per quanto riguarda la partecipazione dei miei colleghi, per alcuni di loro che ascoltano i Pooh, come Sandro Acerbo, è stata importante, per altri mero lavoro, però alla fine hanno fatto quello che io volevo. Li ho lasciati anche liberi perché mi sembrava giusto che mettessero le loro emozioni e non le mie.

Anche io credo di aver dato nei brani che ho interpretato, Dall’altra parte e Domani che mi sono diviso con Roberto Pedicini, quello che sentivo dentro rispetto a questi testi che conoscevo da una vita e che oggi sono riuscito a recitare, attraverso delle immagini che avevo immaginato da bambino. E’ il caso di Quasi città, che a quattordici anni mi immaginavo come un film con protagonista questa ragazza che scappa da casa e rimane ingabbiata in una situazione pericolosa, ma alla fine è tutto un suo sogno. Sentivo la voce di quest’uomo così come quella di lei. Per questo brano ho scelto Alessia Amendola perché mi serviva una adrenalinica, che fremeva per diventare qualcuno nel mondo della moda ma poi finisce in un giro losco, cosa che succede a tante ragazze anche nell’ambiente del cinema e del teatro.”

Oltre ai tuoi colleghi doppiatori, nel cd ci sono alcuni ospiti speciali, in primis tua figlia Luna Miriam.

“Mia figlia la volevo perché questo lavoro rimarrà unico nella mia professione e non lo farò mai più, quindi volevo che ci fosse anche lei. Devo dire però che non l’avrei messa se mia figlia fosse stata stonata e incapace. Mia figlia di carattere è come me, ha duemila difetti ma è anche molto intonata, sono due anni che doppia e ci ha messo cinque minuti per inciderla facendola come volevo io. E poi c’è Foxy John, che è il mio padre artistico qui a Roma, così come lo è stato Elia Iezzi a Pescara. Lui è presente in questo lavoro e fa la voce del vecchio di Uno straniero venuto dal tempo. L’ho scelto perché se io e Roberto Pedicini ci siamo appassionati al doppiaggio e facciamo questo lavoro lo dobbiamo a lui, che ha fatto doppiaggio negli anni settanta e ottanta e ha lavorato in teatro con Carmelo Bene e Silvio Spaccesi. Ci tenevo che ci fosse anche lui. In questo lavoro ho messo dentro le persone della mia vita che potevano fare bene questa cosa, così come i Wood, che non esistono più. Loro sono un gruppo di Chieti Scalo, miei amici d’infanzia, che suonavano anche i Pooh e ai quali ho fatto suonare la base di Susanna e basta. Peccato che non ci sia il chitarrista, il mio amico Giampaolo, mancato l’anno scorso e al quale abbiamo dedicato questa base. Ci sono inoltre il mio amico Friulano e Walter Bucciarelli, mio amico storico col quale ho fatto la radio nel ’78 ed  organizzatore dei corsi che io e Pedicini teniamo a Pescara, Firenze e Milano. Walter ha fatto la voce radio iniziale di Lindbergh.

 

E poi ci sono anche due tuoi ex allievi: Guido Di Naccio e Benedetta Degli Innocenti.

“Ci tenevo a mettere due miei ex allievi. Ho scelto Guido perché mi sembrava perfetto per il bandito di Castiglia, così cattivo, che uccide gli Inca in nome di Dio. Benedetta è in assoluto la nostra allieva più brava di questi dieci anni di corso e credo che vicino a Chevalier, Pannofino e Rossi se la sia cavata da Dio.”

Lei sta veramente esplodendo in questo lavoro da un anno a questa parte.

“Io non avevo dubbi. Lei è arrivata a sedici anni al nostro corso a Pescara, perché ancora non facevamo il corso a Firenze, e l’ha fatto per due anni. Poi è arrivata a Roma per sei mesi, facendo pochi turni, e a quel punto le ho detto “hai 19 anni, io ti dico che per tutta la vita farai questo lavoro. Hai minimo altri 50 anni per fartelo venire a nausea”. Lei sarà la protagonista del futuro di tante cose importanti, così come Andrea Mete che ho scelto su Pierre. Volevo una voce fica, di un giovane che non fosse ancora una punta di diamante ma che secondo me diventerà il Luca Ward del futuro. L’ho voluto inserire come anticipazione di un nome che noi sentiremo spesso negli anni.”

C’è anche una giovane attrice: Desirèe Noferini.

“Desirèe Noferini è un’attrice di cinema. L’ho scelta perché non volevo che a interpretare la luna in Lindbergh fosse una doppiatrice. Volevo un suono diverso perché la luna doveva essere di un altro pianeta e non volevo le intonazioni del doppiaggio in un contesto dove tutti suoniamo la stessa canzone. Lei mi ha dato qualche piccola sfumatura diversa e credo fosse giusto che la luna non parlasse come noi terresti. Doveva essere una luna stralunata ed affettata. E poi lei è un’attrice che ha lavorato con bravi registi e ha fatto anche delle belle fiction. E’ una ragazza che funziona e la luna me l’ha fatta come la volevo.”

Potremmo dire che Negrini è stato uno dei parolieri più conosciuti dopo Mogol e Franco Migliacci, suoi contemporanei. Secondo te cosa aveva di diverso e forse anche in più rispetto a loro?

“Aveva in più la capacità di spaziare, scriveva infatti delle storie degli Indios piuttosto che di quella di Lindbergh e della ragazza che sogna la grande città e tante altre cose che ho inserito nel disco, tutte storie diverse. Lui scrisse anche brani come, ad esempio Passaporto per le stelle, che non ho inserito nel disco, sul viaggio di due persone che portano l’umanità da un’altra parte perché il pianeta sta per dissolversi su se stesso.“