Luci della ribalta

Lo spettacolo e la comunicazione sviscerati da Marco Bonardelli (ATTENZIONE "Luci della ribalta" non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001)

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“Braccialetti Rossi”, fiction che incontra la realtà, e “La città invisibile” in omaggio a Calvino sulla “Gazzetta del Sud” di oggi

Braccialetti Rossi e Angelo Campolo

Sulla Gazzetta del Sud trovate due miei pezzi. Il primo è un servizio sulle visite dei protagonisti di Braccialetti Rossi in alcuni ospedali italiani e alla partecipazione, nelle vesti di attori, di pazienti e infermieri pugliesi (e non solo) a questa seconda stagione.

Il secondo presenta spettacolo La città invisibile di Angelo Campolo, penultimo appuntamento di Atto Unico in omaggio a Italo Calvino. Il testo andrà in scena oggi pomeriggio all’ex Chiesa di Santa Maria Alemanna di Messina. In entrambi gli articoli sono arricchiti con brevi interviste allo stesso Campolo e a Giacomo Campiotti, regista della fiction che si concluderà questa sera su Raiuno.

I pdf degli articoli saranno disponibili su questo blog prossimamente.

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Recensione a”Ratpus” sulla “Gazzetta del Sud” di ieri.

Sulla Gazzetta del Sud di ieri (pagina “Cultura e spettacoli in Sicilia) è stata pubblicata la mia recensione alla prima di Ratpus, tenutasi domenica scorsa alla Chiesa di S.Maria Alemanna. Lo spettacolo, con protagonista Carmelinda Gentile, è il secondo appuntamento con la stagione 2014-15 della rassegna teatrale Atto Unico della QuasiAnonima Produzioni.

Il pdf dell’articolo sarà disponibile su questo blog prossimamente.

La voce degli studenti messinesi impegnati nel David Giovani sulla “Gazzetta del Sud” di oggi

Sulla Gazzetta del Sud di oggi, nella pagina Arte cultura e spettacoli in Sicilia, trovate il mio articolo sul David Giovani, il premio assegnato dalle scuole superiori di tutta Italia all’interno del prestigioso David di Donatello. Nell’articolo sono presenti delle delle mini-interviste agli studenti  che in questi mesi hanno votato i film italiani più importanti della stagione.

Prossimamente online il pdf.

“Dalla bottega ai media” alla Notte della Cultura 2014

Notte della cultura 2014 - Dalla bottega ai media

 

Dalla bottega ai media, tra qualche intoppo tecnico di volta in volta risolto con buona volontà del gestore della struttura ospitante, si è svolto con grande soddisfazione per noi relatori e spero anche per gli amici del numeroso pubblico.

Ringrazio ancora Luigi Giacobbe per avermi affiancato in questa avventura che è stata una vera incursione nel mondo dell’arte da due punti di vista differenti e oserei dire contraddittori, rappresentando il mio intervento una valorizzazione della comunicazione mediale, e quindi quasi una difesa della funzione pedagogica in senso lato della nostra tv, anche nei periodi storici in cui l’intento didattico dei primi due decenni è venuto meno. Quello di Luigi invece si è rivelato una spiegazione “in loco” dell’arte stessa, molto erudita e specialistica, come in verità probabilmente mai si potrebbe realizzare all’interno di un contenitore televisivo, anche per i tempi limitati che di solito i palinsesti televisivi dedicano all’argomento. Coloro che hanno avuto la pazienza e l’interesse di ascoltarci, a fine serata hanno espresso dei giudizi a caldo.

Molti nostalgici hanno apprezzato i vecchi filmati che ho utilizzato come supporto al mio excursus storico lungo le trasmissioni televisive dedicate all’arte. Ma è stata anche ampiamente lodata la capacità di Luigi Giacobbe di mettere a punto il viaggio ideale all’interno della bottega di Antonello, con le poche e contraddittorie notizie che gli storici dell’arte hanno tramandato sul grande pittore. Punto di forza del suo intervento secondo me è stata la spiegazione paziente e molto professionale delle tecniche di pittura del tempo, con una dovizia di particolari sull’argomento degna di un vero appassionato dell’arte.

Grazie quindi a tutti coloro che hanno apprezzato l’evento con pregi e inevitabili difetti.

Teatro – Intervista a Spiro Scimone, stasera alla Sala Laudamo con “Nunzio” assieme a Francesco Sframeli

Saranno Spiro Scimone e Francesco Sframeli ad inaugurare stasera, alle ore 21, La prima volta, la rassegna teatrale di opere prime promossa alla Sala Laudamo dall’Associazione culturale Querelle. I due attori messinesi riproporranno Nunzio,  il loro debutto teatrale del 1994 che ha ispirato il film Due amici del 2003.

“Nunzio è stato quello che ci ha fatto conoscere il nostro maestro Carlo Cecchi e ci ha aperto tante porte. – ci ha raccontato Scimone – In vent’anni continuiamo a farlo con grande amore e necessità ed è chiaro che è diverso da allora come del resto è anche il teatro. Ci piace farlo perché i personaggi ci fanno scoprire cose nuove e quindi sentiamo vivo il gioco che c’è nell’opera, inteso come gioco di teatro. Continuiamo a farlo quindi con grande gioia.”

Qual è l’attualità di quest’opera dopo vent’anni?

“Quando si parla di sentimenti in Nunzio c’è l’amicizia tra questi due personaggi, diversi tra di loro, ma ci sono anche la solitudine e la morte. Ma soprattutto c’è questo bisogno di creare rapporti umani veri, non virtuali. In questo momento questo desiderio di recuperare tali rapporti è attualissimo, per migliorare il nostro mondo. Si parte quindi da questa necessità.”

Nunzio ha ispirato il vostro film Due amici, grande successo di pubblico e critica. Cosa ci ha perso e cosa ci ha guadagnato il vostro lavoro nel passaggio dal palcoscenico al grande schermo?

“Sicuramente c’è stato anche l’inserimento di altri personaggi che nella pièce venivano evocati, che abbiamo fatto vivere così come l’esterno. Nell’opera teatrale a due tutto si concentrava in un’ora di spettacolo e in un ambiente unico con solo due personaggi. C’è più un concentrato nell’opera teatrale, ma in quella cinematografica non era un dilatare per perdere d’intensità, ma c’era un discorso più d’immagine. Sul palco abbiamo reso l’immagine con le parole, mentre al cinema a volte era l’immagine a sostituire le parole. ”

Il pubblico messinese ha delle caratteristiche particolari secondo te rispetto a quello di altre città?

“Il pubblico in genere è intelligente. A volte però non sempre al pubblico viene offerta un’opera di qualità con la q maiuscola. Io credo che alla fine riesca a riconoscere la qualità o meno. Bisognerebbe anche fare un lavoro di educazione e far capire che la qualità spesso non c’è nei successi che vengono fuori dai programmi televisivi. Il teatro va vissuto in quel luogo magico che è il palcoscenico e scoprire, oltre ai classici, la drammaturgia contemporanea, quella che caratterizza me e Francesco come compagnia e in Italia non è sempre sostenuta come dovrebbe essere quando invece è molto importante. Poi ti accorgi che all’estero ci conoscono e in vent’anni di attività non abbiamo mai potuto rappresentare i nostri spettacoli, rappresentati nelle capitali europee e oltreoceano, in certe città italiane.”

La crisi del teatro è un problema che non riguarda solo Messina ma tutta l’Italia. Cosa proponete voi addetti ai lavori per uscire da questa situazione?

“Da questa situazione dovrebbe iniziare un discorso serio di educazione teatrale partendo anche dalle scuole, non solo dalle università ma anche prima. Bisogna far conoscere chi fa veramente teatro e lo fa per necessità e non per mettersi in mostra. E’ un lavoro che bisognerebbe fare da subito e lo Stato dovrebbe sostenere ciò. E’ necessario far capire ai giovani che il teatro è un atto d’amore quando è fatto veramente. Bisogna partire da adesso per avere dei risultati tra dieci-quindici anni.”